“Fognature a rischio esplosione con piogge forti”
Il presidente della commissione Ambiente Maurizio Alberti conferma la tesi dell’assessore Giuseppe Scrivo dopo cedimento di 100 metri di fognatura in via Zara
«Quanto è successo in questi giorni a Tradate a seguito dei temporali mi spinge a scrivere queste righe per esprimere qualcosa che da molto tempo sospettavo. Tutta la parte alta di Tradate in caso di forti piogge scarica un’enorme quantità di acqua verso la città». Il presidente della commissione Ambiente Maurizio Alberti conferma la tesi dell’assessore Giuseppe Scrivo, secondo cui il cedimento di 100 metri di fognatura in via Zara durante le forte piogge di settimana scorsa sia dovuto alla forte cementificazione.
Alberti spiega che «L’amministrazione precedente, ben consapevole del problema che ha creato molti allagamenti negli anni scorsi, ha provveduto ad effettuare opere di deviazione e scolmatura che hanno ridotto notevolmente i disagi ma non ha risolto il problema, rinviandolo, poiché scegliendo di continuare ad effettuare costruzioni in maniera scriteriata in questa zona critica, ogni costruzione in più, riversa nei condotti fognari una enorme quantità d’acqua ed il sistema a valle, in occasione di forti piogge, letteralmente “esplode” e ogni costruzione in più toglie terreno buono per assorbire l’acqua che non trovando "sfogo" scende scorrendo sopra le strade trascinando detriti vari».
Il presidente della commissione ambiente sottolinea che «molti erano gli avvisi del disastro, dagli allagamenti in villa Inzoli, alle case costruite nell’acqua in via costa del re, dai vuoti di terreno creati sempre in Villa Inzoli segnalati dal signor Lovo, ai tombini esplosi. La mia perplessità nasce innanzitutto dall’analisi della mappa del rischio idrogeologico che “stranamente” segue pedestremente il confine del Parco Pineta, come se i pericoli fossero solo là. L’altra mia forte contrarietà è il proseguire delle costruzioni in via Broggi, via Inzoli ed non si sa quando in via Rigamonti. Tutte scelte della passata Amministrazione ma che noi ora dobbiamo rivedere alla luce di quanto successo. Non sono solo paure di ambientalisti, sono disastri annunciati, come nelle altre parti d’Italia. Sarebbe bello poter fare una moratoria delle costruzioni ed un ripensamento completo delle opere. Esse potranno proseguire solo se si ha a disposizione un impianto adeguato e non credo che la riparazione di 100 metri di via Zara possa risolvere il problema».
«Ci aspettano nella parte alta qualcosa come circa un centinaio di nuove abitazioni – conclude Alberti -. Chi ha il coraggio di dire che non esiste problema? Direi che di segnali la natura ne ha dati molti, ci avviamo verso un periodo di recrudescenza dei fenomeni meteorologici, ora tocca a noi evitare disastri futuri, come rivedere i confini delle zone a rischio idrologico e riducendo e limitando la nuova ondata di cemento».
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
lenny54 su Monteviasco, la pazienza è finita: "Otto anni di attesa, ora basta. Vogliamo poter vivere il nostro paese"
Felice su Ritrovare la terra: sotto l’asfalto c’è una risposta al riscaldamento globale. Serve partire
lenny54 su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
Felice su Carenza dei medici di base, in due distretti su sette il 64% degli "orfani": Azzate e Tradate in difficoltà
battistapoma su Cervo intrappolato a Castano Primo nel Canale Villoresi salvato dai vigili del fuoco










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.