Quegli artisti maledetti che incantarono Jonas Netter
Palazzo Reale dedica una grande mostra a Modigliani, Soutine e gli artisti che vissero a Montparnasse nei primi del '900 collezionati da un ebreo illuminato appassionato d'arte
Sono i primi anni del ‘900, il piccolo quartiere di Montparnasse a Parigi per una serie di coincidenze diviene luogo in cui gli artisti dedidono di abitare e lavorare. Nel giro di pochi anni le caratteristiche stradine diventano luogo di ritrovo dove si parla e si discute di arte, letteratura, musica. È qui che Amedeo Modigliani, sbarcato in Francia nel 1906 va a vivere e conosce la cerchia degli artisti soprannominati “maledetti” come Soutine, Utrillo, Suzanne Valadon, Kisling e molti altri.
Fino al 8 settembre Palazzo Reale di Milano dedica a quegli anni una grande mostra Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter con opere che «non sono state mostrate al pubblico da più di settant’anni, e oggi ricompaiono come per magia, come uscite da un altro mondo» come spiega il ciratore Marc Restellin.
Sono anni di grandi sperimentazioni e se l’Impressionismo, pur avendo apportato una rivoluzione nel modo di dipingere, non usciva in fondo dai canoni del naturalismo, con i lavori di Modigliani, di Soutine, di Utrillo, l’arte diventa autonoma dal soggetto ritratto e dalle tradizioni culturali e artistiche dei paesi di provenienza dei singoli artisti, generando la prima vera rivoluzione nel mondo dell’arte e il ribaltamento dei canoni sino ad allora conosciuti.
Jonas Netter, ebreo appassionato d’arte, frequentava in quegli anni gli artisti e gli scrittori diventano una delle figure fondamentali senza la quale molti tra loro non avrebbero avuto di che vivere e sostentarsi. Il percorso espositivo di Palazzo Reale articolato in sei sezioni, mette a confronto i capolavori acquistati nell’arco della sua vita da Jonas Netter, che, affascinato dall’arte e dalla pittura, diventa un amateur illuminato e acuto riconoscitore di talenti, grazie all’incontro col mercante d’arte e poeta polacco Léopold Zborowski, anche egli ebreo.
Netter conosce Modigliani, Soutine, Utrillo ed entra in contatto con Valadon, Kisling, Krémègne, Kikoïne, Hayden, Ébiche, Antcher e Fournier. La loro produzione lo affascina e lo spinge a sostenerli generosamente e a comprare dal mercante i loro lavori.
Se oggi noi ammiriamo questi lavori come capolavori assoluti dell’arte, non dobbiamo dimenticare tuttavia che all’epoca in cui videro la luce venivano considerati veri e propri obbrobri. È per questo che l’intuizione di Netter appare una vera e propria profezia, oltre che un atto coraggioso e spesso disinteressato.
Palazzo Reale
Piazza Duomo Milano
Orari Lunedì 14.30-19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; Giovedì e sabato 9.30-22.30
la biglietteria chiude un’ora prima della chiusura della mostra
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