“I cittadini si devono riappropriare della ex Bernardino Luini”
15 Aprile 2013
Domenica 24 marzo andando a far visita ad un’amica spagnola, il cui marito lavora in un’industria dolciaria di Saronno, passando nei pressi della stazione ferroviaria delle Nord, mi sono imbattuto in un edificio a più facciate, che, tra l’abbandono ed il puntellamento della parte adiacente alla stazione, per non costituire pericolo per le persone di transito, si intravedeva un’architettura ben organizzata pur tra l’asimettricità delle porte e finestre, ma con un registro architettonico che in toto risultava molto funzionale ed elegante. Di fronte a questo penoso abbandono, ho cercato di sapere il proprietario e la funzione di un tempo dell’edificio. Ho poi saputo che si chiama Ex Scuola Media "Bernardino Luini" oggi di proprietà delle Ferrovie Nord.
In qualità di storico dell’Architettura, Ricercatore presso il Politecnico di Milano alla Facoltà di Architettura con la disciplina: "Storia della Città e del Territorio ,(a.a.dal 1986 al 2000 con i docenti Gian Piero Calza, Maria Grazia Sandri e Aldo Castellano) mi sono preoccupato di fare un minimo di ricerca ed ho scoperto che, nel 2003, l’Assessore all’Urbanistica di Saronno Arch.Paolo Riva, si impegnava, affermando che nel giro di pochi anni, sarebbe stato realizzato un grande parco urbano di 102.000 mq.
La prima parte del parco al Nord sarebbe stato progettato dal famoso architetto svizzero Mario Botta, ( nato a Mendrisio nel 1943, poi Liceo Artistico a Milano, infine Istituto Universitario di Architettura a Venezia 1964-69, si ispira generalmente ad architetti come Le Corbusier, Carlo Scarpa,Loui Khan), la sua architettura è pregnante di forte geometrismo, con rivalutazione del mattone a vista (cotto lombardo), unito a materiale flessibile come vetro e ferro con ampie finestrature.
La seconda parte del parco, pari a 70.000 mq. sarebbe stata assegnata, dalla Pirelli Real Estate, subentrata alla proprietà di Isotta Fraschini, all’Arch. internazionale Matteo Thun (Matteo Antonio Maria Graf Von Thun und Hohenstein, tre volte vincitore del Compasso d’Oro, 1987-89-1991, nato a Insbruk il 14.09.1917, morto a Milano il 31.12.2007). L’Arch. Thun si laurea a Firenze in Architettura nel 1975 e nel 1980 si trasferisce a Milano e collabora col gruppo di Menphis di Ettore Sottsass, genio del design italiano, dal quale apprenderà moltissimo.
In tutto questo vasto progetto-parco, non si parla dell’ex Scuola Media "Bernardino Luini", si evidenzia invece la prospettiva di un museo, da parte del portavoce dei Fratelli d’Italia di Saronno, Luciano Sinighini Garagnani, in occasione dei festeggiamenti dei 134 anni della ferrovia Milano -Saronno del 22.03.1879, ( primo tratto ferroviario in Italia Napoli-Portici nel 1839, secondo tratto Milano-Monza del 1840) inaugurata allora dal Sindaco di Milano Conte Bellinzaghi, il quale, immaginava il tratto ferroviario in questione una pietra miliare per il futuro sviluppo industriale a Nord di Milano.
Ultimo evento che parla di trattative per il recupero dell’Ex Scuola Media "Bernardino Luini" è la comunicazione che il Sindaco di Saronno, Luciano Porro (ex studente della Scuola Media "Bernardino Luini) ha fatto il 3 aprile 2013, sul nuovo progetto che, prevede, accanto alla scuola ed al binario 6, un terzo-binario tronco, che dovrebbe svolgere la funzione di capolinea della linea ferroviaria Saronno-Seregno.
Il progetto che è stato elemento di approfondimento e di discussione nel mese di marzo scorso, tra Comune, Fnm e Regione Lombardia, prevede che a fronte di una disponibilità del Comune per la realizzazione del binario tronco, Fnm, che è la proprietaria della scuola, s’impegna al recupero dell’ex Scuola Media, con destinazione d’uso Centro di Accoglienza del Comune di Saronno, praticamente un "do ut des" o merce di scambio tra Comune e Fnm.
Descrizione architettonica della Scuola
Tutta la struttura architettonica edificata è composta da due elementi essenziali e cioè, da una parte nobile e centrale architettonicamente e l’altra periferica adiacente non altamente qualificata a livello architettonico.
La prima parte ha un corpo centrale arretrato, dotato di finestre trifore in mezzo e di finestre bifore laterali, il ritmo delle finestre del primo piano si armonizza ottimamente con le arcate sottostanti al piano terra, creando un nobile porticato.
Lateralmente al corpo centrale si trovano allineati i due corpi avanzati, che nel fronte posseggono, un grande finestrone centrale occupante parte del primo piano ma anche parte del piano terreno, ciò sta a significare che all’interno il finestrone illumina ampi spazi con le due finestre più in basso e asimettriche fra loro. L’asimettricità delle finestre fa equilibrio con la costante ma regolare simmetricità della preziosissima fascia che corre nel sottottetto in tutto il corpo di fabbrica, un’armonia architettonica realizzata con disegni a rombi regolari con mattoni a vista, che fanno del complesso edificio un elegante esempio di architettura leggera ed elegante del cotto lombardo ben in vista.
Guardando la facciata principale, sulla destra appare una specie di torrione formato da due piani, uno in più della parte già descritta, solo al primo piano appare un’importante finestra bifora il resto sembra un muro piatto, almeno osservando da una foto, non si capisce la funzione di questa parte dell’edificio, tranne che nel tempo non sia stato modificato facendo perdere una eventuale preziosità di questa parte.
Tutto il mio dire vuole mettere in luce il fatto che architetture di questo genere, le quali rappresentano la memoria storica della città di Saronno, non devono essere gestite da questo o quel partito, ma tutta la cittadinanza deve appropriarsi di questa nobile memoria, facendo nascere un comitato ad hoc per l’ex scuola, svolgendo la funzione di stimolo e controllo per chi è chiamato a risolvere il problema del recupero architettonico e funzionale dell’edificio tutto.
Come storico dell’architettura , vedrei ottimamente una destinazione d’uso, riferito al pubblico, quasi un ritorno alla funzione del passato.
Uno spazio museale attivo e dinamico, che racconti la vocazione industriale ed artigianale del territorio di Saronno, ed in questo ambito trovare anche gli sponsor per la realizzazione del museo diversificato nelle funzioni.Potrebbe essere utile far nascere collateralmente agli spazi museali fissi, uno spazio aperto alle mostre contemporanee e a tema , che offra ai Saronnesi uno spazio per sognare il futuro prossimo venturo.
Un esempio di appropriazione della memoria del sito, da parte della cittadinanza, potrebbe essere che il Comitato pro ex Scuola, proponga una mostra fotografica degli utlimi 50 anni, fornita dagli stessi cittadini, ma con restituzione delle stesse al leggittimo proprietario delle foto prestate alla mostra, in modo da offrire a tutti i cittadini di appropriarsi di questo pezzo di storia della città affiancando le foto di spiegazioni storiche del sito compreso le funzioni nel tempo dell’edificio e l’architetto progettista.
Buon lavoro, sono disposto a collaborare per la buona riuscita della salvaguardia e recupero architettonico dell’ex Scuola Media "Bernardino Luini".



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