A chi andranno i compensi “tagliati” degli amministratori?
17 Ottobre 2013
Buongiorno,
quando nel 2009 ho scelto di dedicare una parte del mio tempo a favore della collettività in cui vivo, svolgendo il ruolo di consigliere comunale, non l’ho fatto di certo per denaro. Il ritorno economico di un consigliere comunale si può quantificare tra i 100 ed i 200 euro l’anno, e spesso, o quantomeno chi vi scrive, li destina alla beneficenza.
Molto diverso è il guadagno di chi invece amministra “a tempo pieno”, soprattutto se percepisce anche una pensione, ma non è di questo che vorrei parlare.
Nel giugno del 2012 il gruppo consiliare di minoranza, che rappresento, chiese a tutti gli amministratori di devolvere i propri compensi di quell’anno alle popolazioni dell’Emilia che proprio in quel periodo furono devastate da un gravissimo terremoto. Voi ne scriveste dicendovi certi che non ci sarebbero stati ostacoli, la realtà invece fu un’altra. La maggioranza guidata da Caverzasio colse al volo la possibilità di non devolvere il dovuto, ma preferendo mantenere nella propria disponibilità quel denaro.
Ad oggi però non ci è ancora stato chiarito cosa si sia fatto, nell’interesse comune, di quei denari.
Quest’anno però il sindaco ha deciso tutto lui. Senza neanche chiederne l’autorizzazione ai legittimi destinatari, ha deciso di ripetere l’operazione, deliberando di non sborsare quanto dovuto, e senza indicare una precisa finalità.
Al fine di evitare qualsiasi strumentalizzazione, è importante chiarire che non vi è nessun interesse economico. La volontà era (ed è) quella di destinare quel denaro a chi ne ha più bisogno, quindi approfittiamo anche della visibilità di Varesenews per chiedere che l’intero importo dovuto al gruppo che rappresento sia versato all’organizzazione umanitaria Emergency, le cui coordinate bancarie sono:
c/c bancario presso Banca Popolare dell’Emilia Romagna
IBAN IT 41 V 05387 01600 000000713558
BIC BPMOIT22XXX
Ancora una volta l’amministrazione a giuda Caverzasio ha rivelato la sua pochezza, ed ancora una volta esortiamo tutti a ragionare sul fatto che forse è giunto il momento in cui, chi vuol veramente fare qualcosa di buon per far uscire da questo baratro il nostro paese si faccia avanti e provi ad impegnarsi per un futuro diverso.



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