A proposito del progetto “Cenerentola”
7 Marzo 2017
Esimio Direttore,
le scrivo due righe in relazione e A PROPOSITO DEL PROGETTO “CENERENTOLA”.
Mercoledi’ 8 marzo parte il progetto sperimentale del Comune di Varese denominato “Cenerentola”.
L’Amministrazione Comunale ne parla cosi’:
«Il progetto prevede l’apertura serale, una volta al mese, di una struttura di asilo nido o scuola dell’infanzia dalle ore 20.15 alle ore 23.45 per accogliere i bambini della fascia di età tra gli 1 e 6 anni. I bambini e le bambine che parteciperanno alle serate del progetto Cenerentola saranno coinvolti in laboratori, giochi, letture e, per chi lo vorrà, ci sarà la possibilità anche per un po’ di nanna (vivaddio altrimenti serve il caffè per tenerli svegli fino a 1/2 notte ). E ancora… Il tempo che manca, spesso, è il peggior nemico delle giovani coppie. Prendersi una serata per stare un po’ insieme tra genitori sapendo che i loro figli saranno seguiti professionalmente in una struttura di assoluta fiducia può essere l’occasione per recuperare i ritmi frenetici di certe giornate complicate ( e magari farsi i fatti propri in tranquillità, cosi’ arrivano altri figli e…… il progetto si ingrandisce)» .
E qui terminano i contenuti riferiti da esponenti del Comune. Non tocca a me fare il censore etico- moralista nè travisare le intenzioni, senz’altro buone, di rispondere ad autentici e urgenti bisogni della collettività.
Certo che per un Comune che ha visto da anni il proprio progressivo disimpegno nella gestione del “Servizio di scuole materne”, forse perché troppo oneroso, come solo i servizi utili alla cittadinanza sanno essere, questo è un ritorno un po’ ….minimale piu’ mirato sui genitori che sui bimbi.
La mia esperienza nel campo della scuola e quella di mia moglie, quella delle varie persone che ho sentito fra cui molti addetti ai lavori, la mia esperienza di genitore e ora di nonno e quella derivante dal lavoro politico e sindacale che ho svolto e infine quella di vita, mi portano a pensare, magari con malizia, che i genitori votano e i bambini no.
Non rimpiango i tempi di “prima Carosello e poi tutti a nanna”, ma agevolare e incentivare il fatto di lasciare ANCHE SOLO una volta al mese bambini da 1 (UNO) a 6 (SEI) anni in un luogo che non conoscono, con persone che non conoscono in un orario improbabile e solo pensare che questi si possano impegnare in progetti, laboratori, attività varie, quando sono già stati a scuola, hanno giocato, saltato e ballato tutto il giorno e arrivano alle 20,15 che sono stravolti (posso immaginare quelli che “decidono di trattenersi” fino alle 23,45, magari perchè troppo interessati alle attività, e a mezza notte sono si un po’ stanchini ma felici) ha del surreale.
Non ci posso credere, come non posso credere che tutto cio’ possa servire a risolvere (ma neppure ad aiutare minimamente) i problemi di qualcuno.
E’ anche diseducativo per i genitori che pensano magari, perché lo dice il Comune, che i loro figli andranno a star bene, che è perfettamente normale prendersi una pausa dai figli non quando serve ma quando si ha voglia.
La mia nipotina di 5 anni e 1/2 è tutti i giorni a casa dei nonni o i nonni sono a casa sua per curare lei e il fratellino piu’ piccolo.
E’ venuta due volte a dormire a casa nostra. La prima volta, DI SERA [2], più nolente che volente, quando i suoi genitori sono andati in ospedale perché nascesse il suo fratellino e l’altro giorno quando un mercoledì ha detto a me e a mia moglie: “nonni fra due sere e cioè venerdì vorrei venire a dormire a casa vostra”.
Lettera firmata



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