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Aiuole, manifesti… ben altri sono i problemi di Varese!

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24 Giugno 2006

Egregio Sig. Direttore,

“sfogliando” le pagine (virtuali) dell’apposita rubrica, non ho potuto fare a meno di sorridere. Ma di un sorriso amaro s’è trattato, dal momento che ho – mio malgrado – dovuto constatare la consueta, pressoché totale, mancanza di pragmaticità da parte istituzioni, nonostante le
esigenze espresse nella medesima sede da parte della cittadinanza siano dirette, precise e circostanziate. Insomma, non penso sia un esempio edificante, per l’elettorato, assistere alle stoccate (più o, meno
ridicole) tra dirigenti di partito su inique questioni dalla superficialità disarmante. Siamo in piena emergenza idrica, eppure la “crema” dell’amministrazione locale si preoccupa di un’aiuola: paradossale, dal momento che – almeno in teoria – sarebbe vietato persino innaffiarle… ma, tant’è. Il desiderio d’esprimere la mia è
troppo forte, comunque, e mi limiterò a dire che le effigi staliniane non mi sono mai piaciute: non sono neppure mai stato un nostalgico delle aquile e dei fasci del Ventennio (di tutt’altra caratura artistica), figuriamoci quanto mi possa importare di un improbabile sole delle Alpi!
È semplicemente indecente che si possa ritenere di far passare un evidente simbolo di partito come un patrimonio condiviso. Quanto, poi, agli spazi d’affissione… è da tempo immemorabile che i partiti si danno battaglia per conquistare l’ultima “passata” di colla: in una società come la nostra, poi, pretendere che un manifesto possa avere un’incidenza politica è da sprovveduti. Ci sono, comunque, gli istituti preposti cui – eventualmente – presentare rimostranze. Preferirei che si parlasse (in sede istituzionale, oltre che qui) della totale mancanza di strutture per l’aggregazione giovanile: in data 14/06/2006, a firma “Positi-VA, Quei Bravi Ragazzi, Rebelot, Social Forum Varese, Tube Records” leggo un intervento che, per quanto mi riguarda, sfonda una porta aperta e che precede una nostra esplicita richiesta al Comune; non è possibile che i cittadini si debbano rivolgere agli oratori o, alle
strutture private perché i propri figli possano accedere – a tutte le età – a momenti di svago e di crescita collettiva. Eppure, ricordo una conferenza (con tanto di ricco buffet) inaugurale, cui partecipò persino l’ex-Ministro Maroni, che “tuonava” contro il problema delle
dipendenze… io vedo tanti, troppi ragazzi in balia degli eventi, tra chi finisce in ospedale in coma etilico e chi è costretto all’isolamento (perché magari non è cattolico e non ha i soldi per pagarsi un corso privato). Le proposte che potrei mettere sul “piatto”, e che sarebbero fattibili da domani, sono le più disparate. Mi riservo di presentare una domanda più dettagliata agli organi competenti, sperando che non stiano litigando sul colore delle inferriate di Villa Recalcati… leggo, poi, che il Sig. Belloni lamenta la totale mancanza di un collegamento diretto tra l’aeroporto di Malpensa e la Città Giardino: anch’io mi sono posto questa domanda, che rilancio a quanti preferiscono incontrarsi a Somma Lombardo per decretare la nascita di una loggia massonica (ehm, leggasi l’associazione metapolitica finalizzata alla realizzazione
della famigerata terza pista), piuttosto che a coloro che hanno privatizzato – e, quindi, liquidato – l’AVT, dopo anni di menzogne sull’onda verde dei trambus, che sono costati miliardi (di lire) e si sono rivelati soltanto più scomodi e brutti dei normali autobus di linea. Ma ancor più preoccupante è la lettera della Sig.ra Angela Panelli, datata 21 giugno, che denuncia – in una città costretta a
sopportare i precari della Mondadori ad ogni pié sospinto – la chiusura di due librerie e le difficoltà oggettive che, da studente, non posso che confermare riguardo l’accessibilità ai libri di testo, in una città che “dovrebbe” diventare un polo universitario di una certa caratura.
Parliamo di questi problemi, piuttosto. Siccome, però, da dirigente di partito non voglio sentirmi da meno… introdurrei una lunga dissertazione sul perché della presenza di quegli orrendi cervi sulla provinciale dei laghi e uno scontro infuocato sui continui spostamenti
del povero aereo dal colore agghiacciante che abbiamo visto balzare da un lato all’altro di Casbeno, per poi finire verso l’imbocco dell’autostrada…

Cordialmente,

Federico, A. Moretti - Fiamma Tricolore

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