Andate a Cuba a vedere come vive la gente
27 Febbraio 2008
Caro Direttore,
vorrei rispondere al Sig. Di Biase.
Io a Cuba ci sono stata circa 3 anni fa, per vacanza.
Pero’ ho girato un po’ e ho potuto parlare con quella povera gente.
A proposito della miseria, tanto per fare qualche esempio, le persone per strada ti avvicinano senza sosta – e con l’insistenza dei disperati – chiedendoti di tutto, dal vestiario che hai addosso, a un pezzo di sapone, a una caramella per i bambini. Accettano qualunque cosa tu possa offrire. Non hanno nulla, vivono in case fatiscenti (in centro a L’Avana per esempio), maleodoranti, prive di qualunque tipo di impianto sanitario, ammassati uno sull’altro (anche piu’ di una famiglia in un appartamento), sempre che di appartamento si possa parlare.
Una cameriera dipendente dell’albergo dove ero alloggiata prendeva 12 dollari al mese e dico AL MESE. Mi ha pregato di lasciarle alla mia partenza tutto cio’ che potevo: magliette, medicine, prodotti per l’igiene personale per esempio. Ero stata avvertita da amici prima della mia partenza della situazione laggiu’ e quindi ero abbastanza “attrezzata”. E’ infatti comune tra i turisti portare preventivamente a Cuba tutto cio’ che si riesce, con il preciso obbiettivo di lasciare il tutto a chi ne ha bisogno. Mi hanno anche detto che spedire pacchi di aiuti non è gran che efficace, poiché ne viene trafugato quasi sempre il contenuto durante i controlli a Cuba, prima dell’arrivo alla destinazione finale. E non credo proprio che la situazione sia determinata dall’embargo. Ricordiamoci che Castro è un dittatore, e come tale vive nel lusso e nello stesso tempo affama la gente, come tutti i dittatori hanno fatto e fanno da sempre.
Miseria a parte, caro Sig. Di Biase, a Cuba non c’è LIBERTA’. La guida cubana che ci ha portato a fare un tour ci ha spiegato che:
– i generi alimentari di prima necessità (zucchero, farina ecc) vengono distribuiti alla gente con una tessera (ce l’ha mostrata), come si faceva da noi in tempo di guerra, lo Stato decide le quantità da assegnare alle famiglie
– oltre a detti generi alimentari è difficile che una persona media riesca a comprarne altri
– non è consentito possedere (=avere la proprietà) di un’auto, un computer, un impianto di condizionamento in casa, una tv ecc
– all’Avana (e immagino anche nel resto del paese) ci sono ogni 100 metri “uffici” di controllo dei cittadini, incaricati di sorvegliare la popolazione per quanto riguarda la libertà parola e di espressione
– uomini e donne, indistintamente, fanno di tutto per scappare da li’
Altro che propaganda filo-occidentale che non restituisce un’immagine veritiera della situazione! La situazione mi è sembrata molto peggio di quello che comunemente si sa!
Se crede che la qualità di una vita del genere sia pari a quella che puo’ avere lei in Italia (di qualunque livello essa sia), la prego di andare a visitare Cuba (fuori di un villaggio turistico) ed accertarsene di persona.
Tanti saluti



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