Assalita da un cane, devo la vita al prof. Mario Cherubino
14 Febbraio 2014
Carissimo professor Mario Cherubino,
Le scrivo questa lettera sorridendo dal tavolo della mia dimora. Questo sorriso mi accompagna dal giorno in cui mi sono ritrovata in un letto del suo reparto in cui ho realizzato che lei , il primario Luigi Valdatta con l’equipe dei vostri colleghi, presenti il 17 ottobre 2013, al Pronto Soccorso dell’ Ospedale di Circolo, avete salvato la vita a me e a mia figlia.
Quel giorno il cane impazzito di una sconosciuta ci aveva aggredite proprio accanto a casa mia. Solo lei e il personale del 118 , la Croce Rossa e i Carabinieri di Gavirate che mi hanno trovata in fin di vita su quel prato, potete immaginare quale sia stato il mio stupore al risveglio in terapia intensiva. So quante ore avete impiegato per stabilizzarmi , tutte le trasfusioni, i punti, so quanto avete lottato per restituirmi alla vita. Lo scrivo perché non sono stata morsicata banalmente, ma dilaniata in più parti del corpo ed è giusto che venga riconosciuto il paziente lavoro che avete fatto sulla mia persona.
Poco sapevo del reparto in cui lavora non avendone mai avuto necessità , eppure in un mese di degenza ne ho apprezzato e intuito il valore. La Chirurgia Plastica e Ricostruttiva di Varese, per chi non lo sapesse si trova al quarto piano del monoblocco del nuovo ospedale, consta di soli sei posti letto eppure effettua interventi di rilevanza e qualità non minori rispetto a ospedali più noti. E non parlo di chirurgia estetica, ma di chirurgia ricostruttiva da neoplasie, ulcere, ustioni, malformazioni, traumi e nel mio caso e quello di mia figlia miracoli.
A mia figlia e’ stato perfettamente ricucito il padiglione auricolare e il cuoio capelluto lacerati brutalmente dal cane. A me è stata ricostruita la guancia destra scoperta fino all’osso è lacerata in più punti fino all’occhio: un lavoro di alta chirurgia. Non potevo parlare ne’ mangiare perché il cane aveva reciso muscoli e nervi del mio viso scoprendone la mascella. Inoltre mi sono state ricostruite due parti del cranio che il cane aveva asportato fino all’osso; quanti interventi e quanta paura che non si rimarginassero mai quelle ferite profonde. Mi avete suturato collo, ventre spalle…un lavoro di interventi continuativi, in sedazione totale, di una precisione certosina. Mi è stato messo, per supplire alla perdita di materia, anche uno strato di derma sintetico (Integra) e ad oggi non posso che dirvi Grazie.
Quando giungevo in camera operatoria ho sempre trovato un clima sereno, grazie a tutti agli anestesisti che ho incontrato tutte le volte che sono stata operata e che mi hanno regalato coraggio ed energia.
So che il percorso di recupero sarà lungo ma vi sono grata per tutto quello che lei e la sua equipe avete fatto per me. Cito i medici che ho conosciuto giorno per giorno: il Primario Luigi Valdatta che ogni mattina mi spiegava il mio stato generale accompagnato da uno stuolo di studenti e contribuiva agli interventi ricostruttivi, Igor Pellegatta impegnatissimo ricercatore che mi ha dato mille risposte esaurienti nei momenti di paura pre interventi e mi ha medicato decine di volte anche in camera operatoria trattandomi da persona prima che da paziente, Francesca Maggiulli che ‘cuce’ come una ricamatrice e medica come un’infermiera professionale a cui devo il meraviglioso lavoro di innesti (e non solo) insieme al dottor Stefano Scamoni. Grazie al dott Di Giovanna, a Rita Dibartolo, e alla dottoressa bionda che mi hanno medicata tante volte strappandomi delle grandi risate insieme all’infermiere Gaffaroli e alla signora Piera nell’ambulatorio . Grazie allo studente dell’ultimo anno studioso e motivato a fare il meglio e che ha trovato le parole giuste in un momento di sconforto.
In reparto sono stata assistita dalle sue infermiere in modo encomiabile non dimenticherò mai la loro umanità e la delicatezza del loro approccio nei miei confronti: ringrazio dalla caposala all’infermiera praticante Jessica, alla collega prossima alla pensione…faccio qualche nome ma vi ho tutti nel cuore : Betta, Jonata, Francesco, Concetta, Eliana, alle due Cristine , a Rosy e anche alla signora tunisina che faceva le pulizie e che ogni mattina aveva una parola buona per tutti. Nella mia vita, per esperienze pregresse, sono transitata in altri reparti ma mi ha colpito il lavoro di squadra del suo, la professionalità’, l’umanità e il clima familiare che mi ha accompagnata in quel momento forte e difficile della mia vita.
Lei un giorno mi ha detto che faceva solo il suo lavoro, ma sa quel giorno, su quel maledetto prato mi sono ritrovata a dire addio ai miei tre bimbi, a mio marito e virtualmente alle persone che amo, ed è stato il peggior momento che abbia mai affrontato e ritrovarmi viva accanto a loro e’ stato come rinascere un’altra volta. Non ho mai dato per scontata la vita dei miei figli e nemmeno la mia, ma vedersela sfuggire così dalle mani pur lottando con tutte le proprie forze e’ stato traumatizzante. Lei quella notte ha riaperto la sala operatoria e mi ha restituita al mondo e si, il suo sarà anche un lavoro, ma per me e mia figlia incontrarla e’ stato un dono.
Continui così il suo percorso umano e professionale
La sua lungo degente del 2013 Elisa Ballerio



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