Busto Provincia…
13 Luglio 2006
Egregio Direttore
nei giorni scorsi, nelle cassette della posta di migliaia di famiglie di Busto e zona, è stato recapitato il nr. della rivista “L’Informazione” (distribuito appunto a Busto e valle Olona).
Sfogliando il giornale sicuramente molti, come me, si sono imbattuti in un articolo che il sito “Altomilaneseinrete” ha pubblicato ieri (http://www.altomilaneseinrete.it/opinioni/2006/20060710.htm).
Il suddetto articolo parla di una provincia di Busto/Altomilanese che a quanto si deduce, non verrà più richiesta (nonostante le numerose promesse – a questo punto le definirei chiacchere da campagna elettorale – e le proposte/disegni di legge presentati alla Camera e al Senato anche all’inizio di questa nuova legislatura).
Sono bustocco DOC e per alcuni anni ho abitato in Brianza, vicino a Monza. Ricordo che in quella zona la necessità di una autonomia territoriale da Milano era sentita sia dalle forze politiche sia dagli stessi cittadini, e dopo il più o meno lungo iter parlamentare “entrambi” sono riusciti ad ottenere l’istituzione della nuova provincia e l’autonomia tanto auspicata.
A Busto si parla dell’isitituzione della provincia da decenni, in alcuni periodi se ne parla di più, in altri sembra che tutti se ne dimentichino. Per tanti motivi (non solo in difesa della mia bustocchità) sono convinto che l’autonomia territoriale dell’altomilanese sia indispensabile.
Busto è una grande città, ma nel corso degli ultimi anni l’ho vista spogliata di istituzioni e di importanza. Ora viene anche privata del sogno e del desiderio di poter rinascere e poter costruire un territorio tutto nuovo, in COLLABORAZIONE con le istituzioni e le amministrazioni che verrebbero coinvolte nel progetto provincia.
Prima che i nostri politici mettano definitivamente fine alla parola PROVINCIA DI BUSTO ARSIZIO, sarebbe bello (come successe in Brianza) che fosse chiesto direttamente ai cittadini stessi se vogliono crescere forti in un territorio che abbia una propria autonomia e identità (piuttosto che essere schiacciati da Varese e la grande Milano) o continuare nell’anonimato e nei giochi perversi di chi sa di avere il potere che “purtroppo” i cittadini stessi a loro hanno “regalato”.
Se i cittandini fossero chiamati ad esprimersi personalmente, rispondendo con un SI o con un NO, allora potremmo davvero ritirare le armi (in caso di uno schieramento verso il NO alla provincia), altrimenti i “nostri” politici si dovrebbero assumere la responsabilità piena e totale di far nascere VERAMENTE e portare fino in fondo un progetto che per molti di noi è anche un bel sogno.
Cordiali saluti
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