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Cernobyl dimenticata e crisi della solidarietà

Cernobyl seconda
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26 Aprile 2021

Egregio Direttore,
Correva l’anno 2006, quando dopo vent’anni dallo scoppio della Centrale nucleare di Cernobyl, Massimo Bonfatti, Presidente di Mondo in Cammino celebrava quella data con il documentario “I Dimenticati di Cernobyl”. Adesso di anni ne sono passati 35 e complice la Pandemia del Covid 19 sono due anni che i bambini di Cernobyl non possono
venire in Italia. Intanto lo scorso settembre anche Massimo Bonfatti ci ha improvvisamente lasciati. Oggi non so più come definire questa triste realtà, non basta più definirli dimenticati. La pandemia oggi rischia di far chiudere anche la solidarietà.
Personalmente mi sento oggi un disoccupato della solidarietà, o forse solo uno messo in cassa integrazione visto che poi il nostro comitato ha rimediato a questa situazione, organizzando il soggiorno di 21 bambini in un sanatorio della Bielorussia nel progetto di risanamento sanitario. Ma questo è stato possibile solo con con i fondi accantonati negli scorsi anni. Anche la nostra attività si è notevolmente ridotta per colpa della pandemia e a riprenderla non sarà poi così facile.
Anche la nostra attività ideale, a favore dei migranti, di fatto si è arenata. E’ vero che piuttosto che tenere congelati i nostri fondi, lo scorso anno abbiamo aiutato alcune organizzazioni umanitarie che si occupano dei migranti. Certo un gesto positivo, ma è stato solo una piccola goccia nel mare nero dell’indifferenza.
Papa Francesco oggi ha parlato di vergogna per gli oltre 130 migranti morti la scorsa settimana nel Mediterraneo, che forse sarebbe più opportuno chiamare il “Mare dell’Indifferenza” oppure il cimitero a cielo aperto dell’Europa. Di questa povere Europa ossessionata dal proprio ombelico, ma che non riesce a mettere in campo altre risorse per salvare vite umane. Ma una Europa che non è capace di salvare vite umane, cosa ce la teniamo a fare? Forse solo per dare l’estro al solito fomentatore di odio per strappare consensi elettorali al proprio partito?
Oggi poi è il 25 Aprile, il giorno della Liberazione, celebrato in tutta Italia con tante manifestazione, forse troppe volte cariche di retorica. Ai partigiani che hanno dato al vita per una Italia migliore oggi si vergognerebbero di questa Europa che lascia morire nell’indifferenza i diseredati del mondo, coloro che tentano di scappare dai campi di concentramento finanziati con i nostri soldi in Libia o in Turchia, ma trovano sui nostri confini muri vergognosi. Forse siamo diventati tutti cechi oppure facciamo a gare a chi è più ipocrita.
Anche la Bielorussia da quasi un anno aspetta il giorno della sua liberazione. Ma per non disturbare Alijksander Likashenko, della Bielorussia é meglio non parlare, non vedere e tacere. Ma dove sono finiti i valori della Resistenza che abbiamo celebrato oggi in tutte le piazze d’Italia? Si può celebrare una “Festa” con sulla coscienza la morte di 130 persone innocenti? La verità e che ci accontentiamo di guardare il passato, non siamo capaci di vedere il presente, non parliamo di futuro perché non sappiamo cosa sia!
Emilio Vanoni

 

DISASTRO DI CERNOBYL

Il disastro di Černobyl’ è un incidente nucleare avvenuto la notte del 26 aprile 1986 alle ore 1:23:45 UTC+4 presso la centrale nucleare di Černobyl’, nell’allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. Al 2021 è il più grave incidente della storia del nucleare civile e l’unico, insieme a quello di Fukushima del 2011, a essere classificato con il settimo livello, il massimo, della scala di catastroficità INES.

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