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Compagni che sbagliano

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29 Dicembre 2010

 Egr. direttore,

mi stupisce molto che siano in tanti a non ricordare che cosa si intendesse con “compagni che sbagliano” negli anni di piombo e seguenti.

Non era altro che la definizione che una parte della sinistra dava dei compagni che si dedicavano a sequestri, omicidi, rapine e crimini vari in nome di un certo modo di intendere il marxismo. Solitamente costoro erano riuniti in varie associazioni a delinquere che, se la memoria non inganna, cominciarono con le Brigate Rosse.

Una seconda  categoria di “compagni che sbagliano” è meno nota ma era altrettanto significativa del modo di pensare di certa gente: gli omosessuali. Basta ricordare le discriminazioni e le persecuzioni subite dagli omosessuali nei regimi comunisti di tutto il mondo, etichettati ora come “borghesi degenerati” ora come “roba da ricchi”. Merita di essere ricordato che anche Ernesto Guevara fu anche accanito persecutore di omosessuali. Fa davvero sorridere la presenza di giovani che sfilano in occasione dei gay pride con l’immagine del suo volto.

Per dovere di cronaca ricordo che in Italia anche il PCI fece la sua parte lottando contro quei “borghesi degenerati” e “pederasti indigesti”. Un esempio abbastanza noto di questa lotta può essere l’espulsione dal Partito per indegnità morale di Pier Paolo Pisolini.

 

Con i miei migliori saluti.

Alberto Gelosia

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