Con il referendum il popolo ha punito la hybris del governo
30 Marzo 2026
Pregiatissimo Direttore,
non criticando il merito della riforma costituzionale sulla Magistratura promossa dal Governo, della quale condivido i principi generali, ma il metodo utilizzato per l’approvazione di tale riforma, di fronte alle tante contraddizioni non solo politiche ma anche culturali e morali manifestate durante la campagna referendaria da molti esponenti del Governo e dell’attuale maggioranza politica, riguardo ai quali sono emersi anche evidenti conflitti di interesse rispetto a quanto espressamente stabilito dall’art. 54 della Costituzione, in questa occasione la maggioranza del Popolo italiano ha superato la sua solita indifferenza civile e politica e si è espressa a favore della difesa delle nostre Istituzioni pubbliche e democratiche secondo il senso del Bene pubblico e comune di tutti punendo con il proprio voto l’ostentata “hybris” (arroganza) di onnipotenza dimostrata dai nostri attuali governanti che volevano modificare una parte importante della nostra Costituzione democratica, relativa alla separazione dei Poteri dello Stato e al controllo da parte del Potere Giudiziario sull’attività del Potere Esecutivo, unilateralmente e senza il concreto contributo delle opposizioni parlamentari e delle rappresentanze politiche e civili del Paese, come invece fecero tutti i partiti politici di ispirazione democratica che, pur con ideali diversi, dopo la proclamazione della nostra Repubblica democratica, redassero insieme la nostra Costituzione in accordo e in collaborazione tra loro.
A tale riguardo risultano sempre illuminanti le sagge parole espresse da un grande e intelligente personaggio politico e primo ministro francese del XVII secolo: “il peggior governo è quello la cui unica risorsa risiede nella volontà del Sovrano che non solo è incapace, ma è anche così presuntuoso da non avvalersi di alcun consiglio, mentre il migliore è quello in cui il primo movimento deriva dallo spirito del Sovrano che, pur in grado di agire da solo, ha tanta modestia e discernimento da non intraprendere niente senza buoni consigli, secondo il principio che un occhio vede meno di molti” (Cardinal Armand-Jean du Plessis de Richelieu).
Come affermava anche Ambrogio, Vescovo di Milano, nei confronti dell’Imperatore Teodosio chi governa non deve agire con superbia ma riconoscere di essere al servizio della comunità, essendo l’umiltà la virtù che previene la corruzione del potere.
Colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti.
Alberto Morandi
Laveno Mombello (VA)



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