Emilia Martignoni, “Prof” tanto amata
24 Marzo 2011
Caro Marco,
Vi invio alcune foto della grande (nel carattere e nella professione) ma modesta (nelle ambizioni di potere) Professoressa neurologa – parkinsonologa Emilia Martignoni, Emy per gli amici che ha aiutato (davvero tanti), varesina doc, amatissima da studenti, dai malati di Parkinson e dai loro famigliari. E’ scomparsa da poche ore, i funerali si terranno nella chiesetta del centro di Schianno, sabato alle ore 10.30. Anch’io e mia madre Angela (scomparsa nel 1994 e spenta come una candela dalla malattia degenerativa chiamata P.), con la mia famiglia, abbiamo avuto il privilegio, per 19 anni, di conoscerla, di apprezzare l’indiscussa professionalità unita ad una carica umana esemplari.Non amava il clamore e la mondanità, prediligeva l’operosità silenziosa e lo spirito di servizio. Non era attratta dalle mete turistiche facili ma amava i viaggi estenuanti nel Nepal, il trekking tra Ladakh e Atlante, il deserto libico ed egiziano, il gran canyon. E’ stata stroncata in 10 mesi da un tumore ai polmoni pur non avendo mai fumato una sigaretta. Era molto stimata all’estero, come ricercatrice negli Usa e in Germania, e molto apprezzata dai gruppi di volontariato, a Varese (aveva collaborato alla nascita dell’Assoc. Italia Parkinson Varese con Maria Luisa Petitti e Edy Paroni Pennisi, oggi ASPI, Assoc. Parkinson Insubria) e in altre città italiane. Al Cesvov provinciale e al Cvv varesino era una stella: al centro comunale anziani di via Maspero una presenza costante nelle riunioni mensili con pazienti e familiari. Oggi As.PI è una realtà dinamica e vasta, riferimento costante e gratuito per parecchie centinaia di pazienti e loro famiglie.
Nata e cresciuta in centro a Varese – piazza Giovine Italia – viveva a Gazzada Schianno da una decina
d’anni. Ed essendo nubile, ha dedicato tutta la sua vita professionale alla medicina ed il tempo libero al volontariato puro, quello della totale gratuità, per lenire il disagio di pazienti e famigliari. Ed amava l’associazionismo, la gioia di ritrovarsi e solidarizzare nonostante i mille guai di un’inguaribile malattia degenerativa di tipo neurologico, scandita da momenti di On e Off, da discinesie estenuanti e dolorose, anche per i familiari.
d’anni. Ed essendo nubile, ha dedicato tutta la sua vita professionale alla medicina ed il tempo libero al volontariato puro, quello della totale gratuità, per lenire il disagio di pazienti e famigliari. Ed amava l’associazionismo, la gioia di ritrovarsi e solidarizzare nonostante i mille guai di un’inguaribile malattia degenerativa di tipo neurologico, scandita da momenti di On e Off, da discinesie estenuanti e dolorose, anche per i familiari.Fu lei, dopo la scomparsa di mia madre, a propormi di far nascere e dirigere una giornalino trimestrale che potesse unire le famiglie e dare voce a malati e al loro dinamismo. Dal 1994 il periodico “Liberi” (dal tremore e dalla disabilità) è veicolo di comunicazione di mille iniziative che allievi neurologi della Prof. Martignoni, pazienti e parenti fanno sgorgare a getto continuo, da Varese a Cassano Magnago, da Legnano, Gallarate, Verbania e Domodossola, dall’arte pittorica alla biodanza, dallo yoga alla musicoterapia dalla ginnastica specialistica, in palestra o in acqua alle vacanze terapeutiche in Sicilia o in Trentino.
Proprio Prof. Emy Martignoni, mobilitando politici e dirigenti Asl e di Ospedali, creò le basi per la nascita dei primi ambulatori per parkinsoniani, dal 1992 a Varese. Il suo messaggio, il testimone ora è nelle mani dei suoi allievi più fedeli: Daniela Calandrella, Giulio Riboldazzi, Cristina Pianezzola e il suo collega-esperto con cui condivise molte scelte professionali: è il Prof. Giorgio Bono, primario a Varese dal 2005 e direttore dell’unità operativa di Neurologia all’Ospedale di Circolo. Nel suo reparto, tra amici e colleghi, Emy si è spenta con un saluto di dolcezza, con un testamento spirituale e professionale che dovrà essere attuato alla lettera per il bene dei malati e dei loro cari. Perché Mr.P. non spegne la speranza di una vita di gioia.
Un abbraccio,



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