Ferrovie, furbi e pendolari stanchi
5 Giugno 2010
Caro Direttore,
questa volta sarò volgare. Me lo conceda. Mi affido alla sua sensibilità nel giudicare il mio lessico ed accetterò qualsivoglia sua epurazione.
Ogni santo giorno usufruisco del treno per recarmi a Milano. Mi alzo alle 18.15 e torno a casa alle 20.00. Non mi lamento della mia vita ma dopo il gran sgobbare e dopo aver assistito al volontario prelievo fiscale del 47% del mio reddito, azzardo la insana richiesta di voler vedere rispettata qualche regola. Non dico tutte ma almeno qualcuna, a partire dalle Ferrovie Nord.
Ogni sera assisto al regole viaggio di decine di portoghesi. Una percentuale minima di rischio è cosa ben saputa nelle ferrovie. Non sono tollerabili i 2 pesi e le 2 misure dei controllori quando incontrano tali soggetti.
Qualche esempio:
– Abbonato mensile/annuale che disgraziatamente quel giorno si dimentica a casa il tesserino: il controllore è inflessibile, quasi affronta la questione come offesa personale. Il soggetto di per sè è debole visto la sua intrinseca natura e quindi può essere amabilmente sottomesso dalla sacrosanta scure della giustizia. Multa con possibilità di ricorso entro non so quanti giorni (ma comunque qualcosa devi sempre pagare). Giustizia è stata fatta. L’abbonato è amareggiato ma accetta la punizione divina.
– Viaggiatore casuale senza biglietto: dice che è arrivato di corsa, probabilmente la sua vita è sempre di corsa ma non lo è mai quando scende dal treno , anzi temporeggia in stazione quasi che stia aspettando qualcuno o qualcosa. Il controllore ci prova a fargli pagare il prezzo del biglietto più il sovrapprezzo. Questo è immancabilmente senza soldi e senza documenti (ovviamente i viaggiatori casuali sono tutti clandestini). La discussione si alza di tono, è un suo diritto viaggiare gratis, lo sancisce la dichiarazione dei diritti ONU: effetto pratico, il viaggiatore viene "invitato" con modi molto cortesi (ci manca che gli servano il caffè) a scendere alla stazione successiva.
Lui scende ed aspetterà il treno dopo (sempre senza biglietto).
– Viaggiatore abituale senza biglietto: questo personaggio potrebbe fare la tessera 1000 miglia gratis delle Ferrovie Nord. Alla stazione di Saronno ne ho identificati circa 8-10 che regolarmente prendono sempre lo stesso treno locale. Sono sempre loro, i controllori dovrebbero avere le loro facce stampate in testa ma sembra che ogni giorno eseguano il reset delle foto segnaletiche. Sono equamente divisi tra italiani (se così si possono chiamare, io li chiamerei indigeni non ammaestrati) e stranieri.
Tutti parlano o emettono vocalizzi in italiano fino a che non arriva il controllore. Dopodiché fanno finta di non capire, parlano idiomi sconosciuti e ovviamente avanzano il diritto di viaggiare gratis. Qualcuno dice : "no pagare biglietto, no soldi", però estrae un cellulare da 200 euro (il mio ne costa 45). L’aggressività e la violenza (soprattutto verbale) è la loro arma vincente.
Incominciano ad insultare il controllore, se poi è donna le danno amabilmente della zoccola. Se uomo solamente del figlio di buona donna. Se invitati a scendere rincarano la dose, insomma, il treno è il loro FarWest. Noi viaggiatori non dobbiamo rompergli i coglioni (soprattutto i paganti) altrimenti rischiamo di essere attaccati per una corda e trascinati dal treno.
Una sera abbiamo protestato perchè uno di questi signori invitato a scendere si rifiutava (perdiamine è un suo diritto viaggiare gratis). Il treno è stato bloccato 10 min alla stazione di Mozzate. I pendolari stanchi dopo una giornata di lavoro hanno incominciato a protestare. Fortunatamente su quel treno era presente la Polfer che non gli ha chiesto nemmeno i documenti. L’hanno fatto scendere e tutto è ripartito come sempre. I viaggiatori PAGANTI sono stati ammoniti: "in questi casi lasciate fare a noi, state calmi non c’è bisogno di accusare". E chi accusa dico io, io lo avrei sbattuto giù con il treno in corsa.
Questa è la tragica situazione del nostro Paese. L’iilegalità premia e paga, soprattutto se sei capace e hai una certa attitudine delinquenziale. I dipendenti delle Nord per poco più di 1000 euro al mese certamente non si mettono a filosofeggiare con gente che a malapena riesce a comunicare una frase compiuta.
Io personalmente darei il porto d’armi ai controllori (alla stregua di agenti di polizia ) per incominciare a fare entrare in modo cristallino nella testa di questi incivili che il treno non è una zona franca.
Purtroppo non vedo una via d’uscita breve a questo degrado, anzi lo vede sempre più espandere e deteriorare i rapporti e la società.
Concludendo mi ha colpito molto la frase di una lettrice che ha scritto in una precedente lettera riguardante la assenza di Maroni alla celebrazione del 2 giugno:
"In questa legge fondamentale dello Stato è custodita l’identità del popolo italiano, che ha riscattato il proprio onore nella Resistenza, ha scelto la Repubblica, ha aperto una pagina nuova nella storia del Paese."
Mi chiedo in quale Stato, quale idendità e quale onore veda la Sig.ra Maria Pellegatta. Io non lo vedo. Probabilmente nemmeno Maroni.
Cordiali Saluti
Caro Felice
Posso comprendere il disagio e l’amarezza. Traspare tutto il disappunto quando afferma che "purtroppo non vedo una via d’uscita breve a questo degrado, anzi lo vede sempre più espandere e deteriorare i rapporti e la società." Lei come tanti che rispettano le norme posso capire si sentano un po’ offesi e vivano come un’ingiustizia le cose che racconta. Si legge molta esasperazione, ma credo che seppur comprensibile la sua lettera fa trasparire un astio e giudizi trancianti verso alcuni cittadini soprattutto stranieri. Non intendo sottovalutare quanto racconta, ma non credo siano i veri problemi di chi viaggia e comunque non si risolverebbero con porto d’armi o gettando le persone giu’ dal treno in corsa. Di fronte all’illegalità serve fermezza ma non si può rispondere con astio. Non risolve e non aiuta. Esaspera anzi ancor di più un clima già pesante e difficile.
Cordiali saluti
Il direttore



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