Forse aveva davvero ragione Calvin Candy
20 Febbraio 2014
In un monologo di quel capolavoro che è “Django Unchained” , l’ultimo film di Tarantino, lo schiavista Calvin Candy si chiede retoricamente come mai il “negro di casa”, che radeva suo padre quasi quotidianamente con un rasoio affilatissimo, non l’avesse mai sgozzato. La sua risposta era che i negri (cito dal film, lungi da me ogni intenzione razzista) hanno una conformazione del cranio caratterizzata da due fossette nell’area della sottomissione, quindi la ribellione è impossibile.
Come poi sono andate le cose, nel film come nella storia, lo sappiamo, e per parafrasare lo stesso Django, “tutto quello che è uscito dalla bocca di Candy erano tutte str….”, ma questo monologo, per qualche strana ragione, mi riecheggia ogniqualvolta leggo o ascolto manifestazioni encomiastiche nei confronti di Matteo Renzi .
Questo non tanto per i contenuti, giacchè ciascuno è libero di sognare i sogni che crede, e se qualcuno sogna che Renzi, il quale finora non mi risulta abbia attuato alcun atto politico concreto (ovviamente non considero politica i giochetti di partito), sarà il salvatore della patria -del resto ci credevano anche con Monti e con Letta, per non parlare di Berlusconi- chi sono io per giudicare?
Ma quando, solo in nome di proprie convinzioni personali, si cerca di far passare, e in modo reiterato e del tutto impermeabile alle critiche, la logica che un voto di partito equivalga a una consultazione popolare, in parte esercitando la pratica della “parte per il tutto” e in parte utilizzando una logica deduttiva in base alla quale sicuramente Renzi avrebbe vinto le elezioni se si fosse presentato, il che è magari probabile ma semplicemente non è accaduto, allora sì che mi chiedo, in modo ovviamente provocatorio, se la teoria delle fossette di Calvin Candy non fosse poi quella str… che diceva Django, ovviamente non applicata ai neri, che qui non c’entrano, ma a chi comunque ritiene di fidarsi a priori del “padrone” di turno.
Io penso, anzi, sono convinta , che il voto popolare, anche se in questi anni chiunque, politica compresa, hanno fatto di tutto per rendercelo nauseante, sia l’unica vera arma che noi abbiamo per esprimere un consenso o un dissenso. Purtroppo la vulgata degli ultimi anni tende sempre più spesso a confondere il termine “popolare” col termine “populista”, quasi che far esprimere il popolo sia un atto disdicevole e alla fine perfino contrario al “proprio bene”, perchè il “bene del popolo” c’è gente “preparata” che lo sa qual’è, mica noi scemi.
Io non avrei mai votato Renzi a un’elezione, così come non mi sono mai neppure posta il problema che le primarie del PD equivalessero a un’elezione legittima, e sono convinta che molti la pensino come me. Ma ora, per la terza volta consecutiva, mi ritrovo con un “nominato” che deciderà non solo per i pochi che l’hanno sostenuto ma anche per me, e questo senza che io possa dire che va bene così perchè questo è il volere della maggioranza.
Questo, in tutte le epoche e in tutti i contesti, con buona pace di chi si arzigogola nel tentativo cocciuto di aver ragione a tutti i costi, si chiama in un modo, e non è democrazia.
Ma forse aveva davvero ragione Calvin Candy, oppure, per citarne un altro che non era democratico ma è stato sicuramente più amato di Renzi, Mussolini, il quale diceva che governare gli italiani non è difficile, è inutile.
Cordialmente



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