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Frontalieri: una questione spinosa

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18 Settembre 2022

Egregio Direttore,

scrivo in riferimento al vostro articolo: Fontana: “Regione Lombardia al fianco delle istanze dei frontalieri”.

Ritengo indignante e vergognoso che un Presidente di Regione il cui compito è difendere gli interessi dello Stato e magari agevolare le imprese a creare lavoro, benessere e innovazione possa schierarsi così apertamente con i frontalieri, parlando addirittura di penalizzazioni a loro carico. Imbarazzante è invece il fatto che ci sia addirittura un convegno sindacale Italiano, che parli dei problemi (assegni familiari…) dei frontalieri…

Nell’occasione il Sig. Fontana ha avuto, come sempre, un grosso problema con i numeri. Il numero di frontalieri oggi si attesta su quasi 76.000 (fonte UFS e RSI), che è ben oltre il doppio dei 35.000 di cui lui parla. Essi hanno avuto un tasso di crescita medio annuo da pre-COVID ad oggi di circa il 4,5%, che se consideriamo che nel medesimo periodo il nostro tasso di crescita occupazionale annuo è stato dell’1,1%, fa molto riflettere.

I frontalieri sono una categoria di persone molto di nicchia, rappresentano circa l’1,7% della forza lavoro Lombarda (e se ne occupano i sindacati?!…), ma possiamo dire che costituiscono la più grande multinazionale Italiana, la cui sede è nel vicino Canton Ticino, regione della Svizzera. Pertanto, ad oggi, essi pagano le tasse nel Paese dove lavorano, che sono mediamente il 15% dello stipendio lordo (non essendo stato firmato il nuovo accordo), contro il nostro 41% a parità remunerativa. Non risiedono all’estero, ma si muovono in un raggio di 20 Km da casa, come qualsiasi lavoratore Lombardo! Godono di uno stipendio lordo che va dai più bassi (cambio attuale) di 4.300 Euro/mese per tredici mensilità (il 10% dei lavoratori), ai 10.500 Euro/mese, con l’aggiunta di bonus annuali il cui valore medio è di 10.500 Euro (fonte VN 28/03/2022). Facendo due conti stiamo affermando che siamo di fronte ad una perdita per l’Erario Italiano di c.a.  2,6 Miliardi di Euro/anno! In quarantani siamo sopra i 100 miliardi di Euro, il valore di ben 5–6 finanziarie. E’ la più grande “truffa”, purtroppo legalizzata, ai danni dell’Erario Italiano.

Ma la cosa più grave è la penalizzazione che ciò implica all’industria, al terziario, al commercio, alla sanità Italiana del nord Lombardia. Come facciamo ad essere competitivi se ci confrontiamo con chi a 10-20 Km da noi paga stipendi tre volte superiori ai nostri? Il “giochino” funziona solo se si crea un’area Lombarda a pari tassazione dei lavoratori e delle imprese/enti, o se si crea una parità di tassazione sulle persone fisiche e giuridiche nel Canton Ticino.

Dove sono le Associazioni Industriali, del Commercio, del Terziario in tutto ciò? Cosa hanno fatto in quarantani? E i Sindacati? Dal convegno mi sembra l’esatto contrario!

Presidente Fontana, scenda dal pero, se non si è accorto che in questa Città non c’è più lavoro, impresa, commercio, e servizi, dopo che ne ha fatto il sindaco per ben dieci anni e che la Lombardia e l’Italia hanno da sempre un grosso problema col Canton Ticino, deve dimettersi dalla presidenza della Regione, altro che ricandidarsi!

Alan Martelozzo

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