Gli italiani non sono pecore
19 Novembre 2007
Cara Varesenews,
condivido pienamente l’invito ad una maggiore sintesi nella rubrica delle lettere.
Non posso però rinunciare ad una risposta al signor Corni, che parla del giustizialismo di Tangentopoli.
Io penso, pur con tutto il male che è stato fatto – senza esiti, se non nefasti – ad una intera classe politica, che Bettino Craxi oggi potrebbe rivoltarsi della tomba pensando al fatto che per Berlusconi i socialisti ed i democristiani non sono altro che capi di bestiame destinati a seguire il capomandria.
E quindi rispondo che sono un lavoratore comune, con uno stipendio comune, posseggo solo un’auto usata, sono stato un socialista craxiano, ho una moglie, dei figli e sono un uomo sereno: ma non sono una pecora!
Se non ci fossero altre valide ragioni per votare altrove, io credo che questo dovrebbe essere sufficiente a convincere tutti, non solo socialisti e democristiani, a votare qualunque altro partito tranne – povera Italia! – quello del “popolo italiano”.
Davvero non credo poi ci sia nulla da invidiare ad una persona che si considera un Dio.



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