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I giovani tra monotonia e sfiga

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2 Febbraio 2012

Caro direttore,
permettimi qualche considerazione a proposito delle ultime esternazioni di alcuni esponenti del Governo.
Ieri il premier ha pontificato, dall’alto della sua Sapienza, che aspirare al posto fisso significa rassegnarsi alla monotonia.
Provi Lui ad andare in una banca per accendere un mutuo offrendo come garanzia un contratto di formazione o magari un attestato di disoccupazione! Provi Lui a sentire le ansie ed a subire i ricatti che subiscono i precari! Provi Lui a progettare il futuro (un matrimonio, una casa, dei figli, una vita!) senza una seria e plausibile prospettiva di autonomia economica. Ha mai provato a guardarsi intorno, un po’ oltre il suo dorato mondo accademico? Ha mai sentito parlare della vita vera, quella che si vive lottando giorno per giorno, di quella vita dove le speranze spesso sono solo illusioni?
Certamente i problemi che affrontano o affronteranno i suoi figli (accademiche vie dorate, prestigiose e lautamente pagate consulenze) non sono gli stessi di quelli che affrontano i miei figli o i figli di tantissimi che ancora credono nella possibilità di un mondo migliore! La spocchia é ancora più insopportabile nell’Italia di oggi dove i più (certamente i più fessi e indifesi) sono chiamati (costretti?) a tirare malamente la cinghia! Sarà bello cambiare lavoro quando uno un lavoro ce l’ha! Quando é una scelta consapevole. Quando il lavoro é un diritto e non la richiesta di un questuante! Quando la parola dignità ha ancora un significato! Mi allarma il solo fatto che abbia raccolto il plauso dell’ex ministro Sacconi (toh,chi si rivede!).
L’esternazione di Monti é arrivata dopo l’elegante "sfigati" che il professore Martone ha rivolto ai giovani che non si laureano presto e bene come lui che, così giovane, é già docente universitario; tutto merito suo? Ha anche lui trovato la strada in salita studiando e lavorando? Ha frequentato scuole di periferia o prestigiosi Istituti all’estero coi soldi di papà? Ha pure lui buttato il sangue per vincere un concorso o é stato il concorso a vincere lui? Lo sa che dei bambini che si sono iscritti quest’anno in prima elementare solo l’8% conseguirà la laurea e di questo 8% i figli di genitori laureati saranno la stragrande maggioranza? Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Oggi invece la professoressa Fornero (sì, quella stessa che si è commossa nel pronunciare la parola sacrifici) ha ribadito che il Governo sulla riforma del lavoro andrà avanti infischiandosene della concertazione con le parti sociali: una vera decisionista! Tirerà avanti come un treno (a meno che non impatti in 20 cm di neve…) e marcerà sull’art. 18.
Ci risiamo con l’art. 18! Da un po’ di tempo in Italia quando si parla di lavoro è come giocare al gioco dell’oca: a prescindere da dove sei arrivato, riparti sempre dalla stessa casella!
Sarò sicuramente un testone ignorante ma, qualcuno mi spiega una buona volta per tutte che relazione c’è tra il licenziamento "facile" e l’assunzione dei giovani? E’ la stessa relazione per cui i genitori se non vanno in pensione favoriranno l’assunzione dei figli?
Non lo capirò mai: non sono un "professorone", quando sento la parola sacrifici non mi commuovo ma mi incazzo come una bestia e, soprattutto, mi manca la spocchia degli Accademici.Grazie per l’ospitalità,

rg

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