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I sono quasi vegetariano

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9 Ottobre 2008

Gentile signor direttore,
sono Carlo Cattorini di Gallarate e leggo, fra le lettere che riceve e che pubblica, una discussione a riguardo della macellazione e quindi del consumo di carne.
Mi sono ricordato che Albert Einstein era vegetariano.
A quelli ai quali piace tanto mangiare la carne non rimprovero niente, perché qualche volta la mangio volentieri “ANCH’IO”, però…
Quando qualcuno mangia una fetta di carne, dovrebbe sapere che quando un animale muore produce nel suo organismo una tossina che irrigidisce i muscoli e che fa cominciare la putrefazione della carne.
Per immunizzarsi, “bisognerebbe che mangiassimo carne solo una volta ogni tanto”.
Chi mangia un po’ di carne dovrebbe RINGRAZIARE l’animale che ha dato la vita per nutrirlo, e dovrebbe benedirlo, invece di mangiarlo con avidità in modo incosciente come fanno gli animali.
Gli argomenti di chi sostiene che bisogna mangiare meno carne possibile sono molto validi.
Riporto un estratto da www.asaap.org/corso%20di%20meditazione.pdf , trovato anche in www.asaap.org/gruppi/ricostruttori/spir-med.pdf .
È proprio necessario uccidere gli animali per mangiare? Abbiamo un intestino molto più LUNGO rispetto a quello di un carnivoro. Loro ce l’hanno molto breve sicché espellono in breve tempo i residui in decomposizione della carne. Quindi noi li riteniamo più a lungo nell’intestino (almeno un giorno in più) con i rischi di assorbimento delle sostanze tossiche. Abbiamo poi nel nostro intestino una flora straordinaria che riesce a ricavare le proteine di cui abbiamo bisogno dai vegetali, per cui POSSIAMO AVERE TUTTE LE PROTEINE NECESSARIE, BASTA CHE MANGIAMO VEGETALI. Come fanno gli erbivori. Se però mangiamo carne, questa flora muore e ci vogliono 12 mesi per rifarla. Se asfissiamo questa flora intestinale saremo sempre più dipendenti dalle proteine di altri esseri, cioè animali. E dobbiamo pensare che le nostre proteine, quelle che fabbrichiamo dal nostro metabolismo sono sempre migliori. E un altro motivo che i medici dicono è che noi non possiamo mangiarla fresca, perché c’è la rigidità cadaverica. Non si può neanche tagliarla. Allora bisogna metterla da parte e aspettare che frolli.
Frollatura vuoi dire decomposizione, putrefazione. Cioè la carne diventa mangiabile solo quando è iniziata la decomposizione. Non fa bene di sicuro.
Adesso qualcuno dice “Ma lo fate per qualche motivo o per moda?” Si, ora è anche un po’ la moda, ma ci sono tanti motivi per essere vegetariani. Fra l’altro c’è il legame fra mangiar carne e tumori. Leggevo qualche settimana fa che se non si facesse mangiare carne ai bambini si eliminerebbe il 35 % dei tumori degli adulti. E nelle popolazioni che non mangiano carne i tumori sono sconosciuti. Anche se non è la causa diretta dei tumori si può dire che è il più grande alleato. Per cui ci sono tanti motivi di ordine igienico per non mangiare la carne. Anche nei maratoneti hanno visto che chi non mangia carne arriva meno stressato al traguardo. A noi interessa ancor di più l’aspetto psicologico e spirituale. Se capita di vedere un animale morto schiacciato da una macchina ci fa un po’ senso. Eppure nelle macellerie non è che sia molto diversa la cosa, con la testa con gli occhi di fuori, e le interiora sui banchi.
Se voi avete a casa un bel gattino o un cagnolino, non è che lo prendete in braccio e gli dite “Dai, cresci, che quando sarai di 2 kg ti faremo in padella”: Se non lo fate col gatto, perché col coniglietto, col maialino, con l’agnellino?
Ma soprattutto dal punto di vista spirituale. In oriente lo danno per scontato. In Occidente tutti i grandi mistici, i grandi fondatori di ordini, tutti mettono la regola di non mangiare carne. Poi magari l’ordine monastico decadeva per cui si perdeva questa regola, ma poi arrivava un riformatore e ripristinava la regola di non mangiare carne.
S. Francesco, S. Benedetto, S. Bernardo, S. Francesco di Paola fondatore dei minimi, S. Romualdo fondatore dei Camaldolesi, tutti mettevano come regola la dieta vegetariana.
Anche se non c’è nessuna regola né civile e né religiosa che va contro la carne. Uno è libero. Però è un fatto che tutti i grandi maestri hanno fatto questa scelta. Nella via spirituale aiuta. Anche se non bisogna montarsi la testa e ritenersi migliori perché non si mangia carne.
Innanzi tutto l’essere umano viene classificato come onnivoro (quindi né esclusivamente carnivoro né esclusivamente erbivoro) ed il suo intestino lo mette in grado di adattarsi ad una dieta mista. Fortunatamente non è vero che la dieta che comprende carne o pesce distrugge la flora intestinale per lunghi periodi e ha conseguenze catastrofiche, altrimenti le popolazioni nordiche che vivono tra neve e ghiacci e hanno a disposizione quasi esclusivamente carne o pesce, non potendo coltivare sufficienti vegetali, sarebbero estinte da tempo. Si è visto anzi che alcune di queste popolazioni sembrano presentare una ridotta incidenza di patologie cardiovascolari forse in relazione proprio alla tipologia di grasso contenuta in alcune specie di pesci che sarebbe in grado di prevenire o rallentare il formarsi di placche aterosclerotiche.
Sembra invece accertata una correlazione tra l’eccessivo consumo di carne ed i tumori dell’apparato digerente (peraltro spesso legati anche a fattori genetici come accade nella poliposi familiare), tuttavia vi sono anche patologie che richiedono l’eliminazione o il trattamento di cereali (ad esempio l’intolleranza al glutine) o la completa eliminazione di alcuni legumi (ad esempio il favismo).
E’ invece inesatto il concetto espresso per i maratoneti, per i quali è piuttosto indicato un regime dietetico vario e comprendente anche proteine e ferro di origine animale. Solo i pasti precedenti le gare o gli estenuanti allenamenti è bene che siano sbilanciati a favore dei carboidrati complessi (come pane, pasta, riso, etc.) anche per garantire un adeguato apporto di zucchero ai muscoli. E’ naturalmente possibile aiutare comunque un maratoneta che lo desideri studiando per lui un regime dietetico privo di carne e integrato con un adeguato apporto di proteine animali attraverso latticini e uova ed eventualmente con ulteriori integratori alimentari specifici, ad esempio per sopperire a carenze di ferro.
Altrettanto è possibile fare per chiunque desideri, per motivi personali di qualunque origine, scegliere un regime dietetico vegetariano.
Infine, in realtà la carne e il pesce possono anche essere mangiati “freschi” anche se la frollatura aumenta la tenerezza e la digeribilità di alcuni tipi di carne: nella decomposizione, alcune molecole vengono “decomposte” cioè si riducono a strutture più semplici risparmiando all’organismo l’impegno di “decomporle” a sua volta; questo processo non è dunque dannoso per l’organismo.
Penso che non sia giusto far nascere animali per ucciderli da piccoli prima che abbiano mai avuto alcun piacere nella loro breve vita (forse la carne bianca di vitello viene da cuccioli che non hanno mai visto neanche la luce diretta del sole), e lo scrivo anche, chiedendole di proporlo ai lettori che vedono la sua rubrica.
Anche a Pasqua, invece di agnelli capretti ecc. preferisco le uova, al massimo la carne di bovino ADULTO, sapendo che il mercato della carne dei cuccioli nasconde l’ingiustizia della soppressione della vita di un animale che ha fatto molta meno esperienza di vita di quanto la sua natura gli consentirebbe.

Si può leggere anche
blog.libero.it/ANATOMICA/
www.viveremeglio.org/conovive/salute/no_carne3.htm
it.wikipedia.org/wiki/Rigor_mortis
ecc. ecc.

Ringrazio per lo spazio che mi ha concesso e chiedo scusa a chi mangia solo carne.

Carlo Cattorini

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