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Il Concorso presidi e gli errori dei funzionari pubblici

silvana vitella preside comprensivo bossi
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8 Luglio 2015

Egregi Presidente del Consiglio Matteo Renzi e Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini,

Mi chiamo Silvana Vitella e sono una dei dirigenti scolastici vincitori dell’ultimo concorso DS per la Lombardia. In realtà sono una bis-vincitrice perché, Sig. Presidente e Sig.ra Ministro, io, come tanti amici e colleghi, quel concorso l’ho vinto due volte. Sì, sono una dei tanti che ha affrontato l’esperienza del concorso bandito nel luglio 2011 e, dopo mesi di studio e sacrifici, mesi in cui ho ripreso i libri in mano dopo venti anni dall’ultimo concorso vinto, nel lontano 1991, sacrificando la famiglia, le vacanze, i momenti di sacrosanto e meritato riposo da docente di scuola secondaria di secondo grado, ho superato tutte le prove di quel concorso, collocandomi nella graduatoria di merito tra i vincitori dei 355 posti disponibili.

Poi il concorso è stato annullato dal Tar Lombardia in nome di una “possibilità astratta” – cito testualmente – “non essendo, peraltro, emerso in concreto alcun elemento in grado di avallare l’ipotesi che la commissione giudicatrice abbia effettivamente violato la garanzia dell’anonimato” di violazione dell’anonimato, a causa di buste ritenute trasparenti. Val la pena ricordare che le buste “incriminate” erano state acquistate dall’Amministrazione, cioè dall’USR per la Lombardia, tramite MEPA, il mercato della P.A. gestito da CONSIP.

Tale annullamento, a seguito di appello al Consiglio di Stato, ha determinato una seconda correzione, da parte di una nuova Commissione, di tutti gli elaborati scritti e prova orale per i candidati che hanno superato le prove scritte in questa nuova fase. 96 idonei della prima correzione, 96 brillanti e validi amici e colleghi, non hanno superato la seconda correzione, mentre circa 200 esclusi della prima ora sono stati ripescati in questa nuova fase ed hanno sostenuto la prova orale.

Abbiamo atteso con fiducia gli esiti della rinnovazione, anche quando siamo stati chiamati a firmare i contratti, il 7 marzo 2014, nella sede della Regione Lombardia, con la garanzia che avremmo preso servizio nelle sedi assegnate il 10 marzo successivo, per sentirci poi dire in quella sede che, a seguito di una nota ministeriale a firma Chiappetta (badate bene signor Presidente e signora Ministro, una nota ministeriale che prevale su una norma di legge) non avremmo potuto raggiungere l’agognata sede prima del termine dell’anno scolastico.

Abbiamo, infine, dopo tante traversie che non sto ad elencare, preso servizio il 30 giugno scorso, mentre una parte di colleghi ha assunto servizio il 1 settembre 2014. Alcuni non ce l’hanno fatta. Ho visto colleghi ed amici andarsene senza poter coronare il sogno di diventare dirigenti scolastici; ne ho visti altri rinunciare all’ultimo minuto perché stremati da anni di attesa e delusioni; altri ancora, logorati dallo stress e dalla profonda disillusione di uno Stato che non garantisce i suoi cittadini, che non tutela i diritti, hanno rinunciato in corsa e preferito tornare ad essere docenti.

Certo, signori, io li capisco. Non è facile gestire una scuola, con mille problemi da affrontare ogni giorno, spesso senza mezzi adeguati, con un fardello pesante di responsabilità che ricadono tutte sulle spalle del dirigente scolastico, il quale è responsabile degli alunni, del personale, della sicurezza, delle scelte educative e gestionali, dei rapporti col territorio, ecc. ecc. ecc. Non è facile lavorare 12 ore al giorno, se va bene, perché c’è quel problema urgente che richiede una soluzione immediata, quell’allievo che crea problemi perché ha una situazione difficile a casa, il docente che deve presentare un caso fortemente disagiato, il tutto mentre i bagni sono otturati e il personale discute sui turni disagiati e sulle ferie spettanti. Non è facile quando anche la domenica, giorno dedicato al riposo anche da nostro Signore, devi preparare la circolare che deve uscire urgentemente il giorno dopo o stendere il progetto per partecipare al bando che scade il lunedì e, nel frattempo, rispondere alle mail di tutti i docenti che non sono riusciti a parlare con te in settimana perché eri occupata a risolvere altre urgenze. Ma i docenti ti scrivono perché hanno a cuore la scuola e vogliono dare il loro contributo e tu devi ascoltarli perché, in fondo, lavorano per il bene della scuola e degli studenti e, quindi, per te.

Oggi il concorso subisce un nuovo annullamento, deciso dal Tar Lombardia, questa volta a causa del fatto che – cito testualmente – “non è possibile accertare il possesso dei requisiti previsti dalla legge in capo ai componenti della Commissione e delle Sottocommissioni”. Pertanto l’Amministrazione è accusata di aver agito nel rinnovamento della procedura concorsuale “senza un adeguato livello di diligenza che si sarebbe dovuto imporre in considerazione della delicatezza delle scelte che si accingeva a compiere, tenuto conto che si trattava di una procedura concorsuale già incorsa in un annullamento giurisdizionale, che aveva visto coinvolti un elevatissimo numero di soggetti concorrenti, e considerata l’elevata carenza di organico dei dirigenti scolastici”.

L’accusa rivolta all’Amministrazione è gravissima, tant’è che gli atti vengono trasmessi alla Corte dei Conti per accertare le responsabilità, ma per noi dirigenti lombardi, qual è la conseguenza? Di essere di nuovo punto e a capo.

Allora la mia domanda è: ma la nostra dignità di professionisti che hanno vissuto ormai 4 anni di patimenti, attese, speranze deluse, sacrifici non solo personali, ma familiari, chi la difende? Noi abbiamo accettato tutte le sentenze, abbiamo atteso un tempo infinito, abbiamo sopportato ogni genere di umiliazione per vedere riconosciuti i nostri diritti sacrosanti. E ora? Che cosa ci attende? Ancora gradi di giudizio? Ancora esami da sostenere? Io quegli esami li ho già sostenuti e superati.

Mai, mai negli atti processuali è emersa qualsivoglia responsabilità di noi candidati e vincitori, anzi bis-vincitori, di quel concorso. Allora io mi chiedo: fino a quando le colpe dell’Amministrazione, prima di Milano e poi di Roma, dovranno essere pagate da chi quel concorso lo ha affrontato con serietà e lo ha vinto con merito? Perché le conseguenze delle negligenze dei nostri vertici amministrativi devono ricadere su noi, che colpe non ne abbiamo mai avute? Quanto ancora le nostre spalle, seppur forti, dovranno sopportare prima di piegarsi?

Ho affrontato questo anno con impegno ed entusiasmo, con la voglia di contribuire nel mio piccolo al grande progetto de “La Buona Scuola” perché “La Buona Scuola”, quella vera, è fatta dalle persone che nel valore educativo dell’istituzione scolastica ancora credono e in questo investono le loro energie, al di là dei riconoscimenti professionali, pressoché inesistenti, e di quelli economici, ormai ridotti all’osso. Ne ho incontrate tante in questo anno nella mia scuola: docenti che amano il proprio lavoro e i propri studenti, che offrono il loro contributo spesso in modo volontario e silenzioso, ma costante. Insieme abbiamo gettato le basi per una scuola inclusiva, moderna, aperta al mondo e alla cultura in tutte le sue forme, ma capace di leggere i bisogni del singolo, di interpretarli e di cercare risposte adeguate per ciascuno. Ho incontrato persone meravigliose, che hanno riposto fiducia in me e con cui ho condiviso scelte ed impegni per il futuro.

Nell’ultimo Collegio Docenti, sig. Presidente e sig.ra Ministro, il primo punto all’Odg erano le  comunicazioni della dirigente, che altro non erano se non i miei ringraziamenti a tutto il corpo docenti per il lavoro svolto insieme, di cui sono orgogliosa e fiera. Ma mi hanno preceduta: sono stati loro ad accogliermi con uno splendido bouquet di fiori ed i loro ringraziamenti per il percorso condiviso in questo anno. Mi hanno commossa!!!

Che cosa dovrei dire oggi ai miei docenti? Che ancora una volta il futuro della loro scuola è in balia della sorte perché l’Amministrazione a cui appartengono non è stata in grado prima di scegliere delle buste di spessore adeguato ed ora di giustificare adeguatamente le nomine del Presidente di Commissione e dei Commissari del concorso?

Sig. Presidente Renzi e Sig.ra Ministro Giannini, io ora vi dico: BASTA!!! Basta che gli errori e la superficialità dei vostri funzionari non siano mai sanzionati! Basta pretendere che noi dirigenti scolastici paghiamo anche per il minimo errore, mentre ai vertici mai nessuno paga per gli enormi errori che vengono commessi! Basta con questo gioco al massacro! Noi abbiamo vinto un concorso pubblico. Molti di noi lo hanno vinto 2 volte. VOGLIAMO VEDERE RICONOSCIUTI I NOSTRI DIRITTI!!! Vogliamo continuare a lavorare nelle scuole che abbiamo diretto in questo anno senza che nessuno possa mettere in dubbio la nostra legittimità a farlo. Vogliamo che si metta finalmente fine a questo pasticciaccio che voi, solo voi avete creato! Vogliamo che i responsabili finalmente paghino! Ma loro. Solo loro.

Ridateci la nostra dignità di esseri umani e dirigenti scolastici italiani

Silvana Vitella
Dirigente Scolastico
IC “G.A. Bossi” Busto Arsizio (VA)

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