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Il cormorano non è una specie “straniera”

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6 Settembre 2013

Buongiorno,

Dopo aver letto la lettera del lettore Roberto sul cormorano, ritengo le sue considerazioni fondamentalmente errate, e non bisogna
essere necessariamente "animalisti" per capire perché (sarebbe comunque meglio non usare il termine sempre con un’accezione negativa…)

Per prima cosa, va fatto notare una differenza FONDAMENTALE: il Cormorano NON è una specie "straniera" introdotta nel nostro ambiente,
come lo è invece il famigerato gambero rosso della Louisiana o il siluro, giusto per citarne un paio tra le più dennose.
NON è quindi una specie portata dall’uomo, ma è una specie che ha ampliato il suo areale di diffusione.
Da noi è principalmente svernante (ovvero i contingenti maggiori arrivano nel nostro territorio per trascorrere la stagione fredda),
ma da qualche anno è diventata stabile, ovviamente in corrispondenza delle aree umide, lacustri e fluviali.
Questa differenza non è minima, come si può pensare, perché di fatto evidenzia un elemento su cui noi possiamo avere un’influenza
comunque scarsa e soprattutto non è in alcun modo giustificabile un abbattimento di una specie selvatica solo perché si nutre di una
risorsa naturale. Alla stessa stregua dunque dovremmo abbattere aironi, svassi, gabbiani e martin pescatori?
Inoltre, essendo una specie coloniale, il vuoto lasciato dagli individui uccisi sarebbe subito colmato da altri individui (un po’
come avviene per le cornacchie, tanto per intenderci).

Indubbiamente il cormorano ha una grande capacità di immergersi e nuotare, e quindi rappresenta una minaccia maggiore
per le specie ittiche, questo è certo, ma abbatterlo non risolverà mai il problema! Perché ci saranno sempre!

Le alternative ci sono eccome! Per prima cosa bisogna investire nei miglioramenti ambientali, quindi migliorare la qualità delle acque
in modo da favorire la diffusione dei pesci più "preziosi", poi occorre tutelare meglio i fondali e garantire portate minimi migliori ai fiumi, eliminare le vere
specie alloctone, come siluri, tartarughe esotiche, gamberi rossi, ecc.
Questo tanto per iniziare, ma si potrebbe anche introdurre l’obbligo del no-kill per molte specie ittiche nella pesca sportiva o per le zone
più preziose, creare aree umide caratterizzate da ricca vegetazione per favorire la riproduzione dei pesci, migliorare i finanziamenti per i centri
di riproduzione ittica, eccetera.

Quindi come vede le soluzioni ci sono, solo che qualcuno tende a semplificare troppo le cose e a scaricare tutte le responsabilità sul cormorano!
Anni fa, ricordo un articolo sulla "caccia" al cormorano nel Verbano… facendo due conti l’autore indicava come per l’abbattimento di circa
30 cormorani si sarebbe speso una cifra che avrebbe potuto portare a immettere il doppio dei chili di pesci consumati dai cormorani.
Calcoli che fanno riflettere, ma ovviamente per qualcuno il problema non è migliorare gli ambienti ed eventualmente introdurre il no-kill (in fondo
siamo noi i principali responsabili del depauperamento delle nostre acque!), no è tutta colpa del cormorano!

Le sue considerazioni sono valide per le specie alloctone, come il pesce siluro o il gambero rosso della Louisiana, ma il cormorano
è semplicemente un’altra specie che ha espanso il suo territorio d’azione. Un po’ come hanno fatto gli aironi, da quando per fortuna
la maggior parte delle aree umide è protetta e c’è più rispetto per l’ambiente.

Quindi dovremmo impegnarci di più nel migliorare il nostro ambiente e i risultati arriveranno!

Cordiali saluti

Lorenzo Turconi

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