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Il Danubio era blu, ora è rosso

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9 Ottobre 2010

Egregio Direttore,
 l’ultima ondata di maltempo che si è abbattuta in Ungheria ha scatenato il crollo di un argine di un deposito-serbatoio di fango rosso, cioè dei residui-detriti della fabbricazione di alluminio, presso la città di Ajka. Lunedì una marea di fango rosso aveva investito e in parte sommerso sette comuni, ucciso almeno 4 persone.
"E’ il più grave disastro ambientale che abbia mai colpito il nostro paese", ha detto il giovane, popolare premier nazionalconservatore Viktor Orban, visitando le zone colpite per prime dall’onda del fango rosso. "E’ la più seria catastrofe ecologica in Europa negli ultimi vent’anni", gli ha fatto èco Greenpeace.” Oggi la conferma del ritrovamento dei primi pesci morti, nel fiume Danubio, uccisi dalle sostanze altamente velenose del fango rosso. Non si tratta solo dei pesci morti a preoccupare,ma il probabile inquinamento dei terreni, delle falde acquifere lungo tutto il percorso del fiume fino al suo delta in Romania.
Questa tragedia, mi ha fatto venire in mente lo sciagurato programma nucleare di questo governo.
La moltitudine di faccendieri e politicanti che entreranno a vario titolo nei progetti e nella realizzazione delle centrali. In un paese come il nostro a rischio terremoti e a rischio idrogeologico è una pazzia pensare di costruire centrali nucleari.
Mi viene uno sconforto a pensare cosa potrebbe accadere se il fiume Po venisse inquinato, tutta l’Italia del nord avrebbe conseguenze inimmaginabili.
Contrastiamo i partiti e le persone che ipocritamente dicono di “difendere il territorio”, ma in realtà ci preparano un futuro di spese pazzesche e anni di preoccupazione.
Il rischio esiste ed è concreto, pensiamoci, utilizziamo le risorse per altri scopi, più utili e immediati da realizzare.
Grazie per l’attenzione.

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