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Il mistero del lago: la pista ciclabile che non c’è!

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15 Novembre 2010

pista ciclabile interrotta a corgeno di vergiateChi l’avrebbe mai detto che la Giunta Maffioli sarebbe riuscita ad tergiversare fino alla sua fine impedendo di fatto la realizzazione della pista ciclabile del lago di Comabbio, nel tratto corgenese? D’altra parte: “Chi la dura la vince”, l’ha scoperto anche Bossi. Anche se credo che pochi nella Giunta vergiatese vadano fieri di questo risultato.
In ogni caso, per le malelingue come me, l’incompiutezza dell’opera non è altro che la conseguenza di uno dei tanti puntelli utilizzati per sostenere una giunta tanto traballante. Devo pubblicamente confessarmi, perché pentito lo sono già. Pensate che tre legislature or sono, proprio perché si era passati dalle parole ai fatti al riguardo della realizzazione della pista ciclabile attorno al Lago di Varese, mi ero deciso a votare Lega. Ho sperato, per un attimo, che oltre alle chiacchiere da bar e alle sbruffonate del “capo”, in questo partito ci fosse anche chi potesse avere idee nuove governare i nostri paesi rispetto allo standard italiano. Insomma mi illudevo che ci fosse qualcuno che al momento di stabilire con i fatti qual’era il tipo di sviluppo turistico che aveva in mente, non pensasse solo a centri commerciali, a cementificare la costa dei nostri laghi oppure a trasformandole in “parcheggi” per motoscafi dalle dimensioni un “zichinin” fuori luogo.
Le mie illusioni sono ovviamente durate poco, visto che il celodurismo ha ormai minato i corpi e le menti dei leader “padronali” del centrodestra e che la riproposta, anche se in salsa padana, dell’occupazione “alla Mastella” del potere sociale ed economico nel nostro territorio, non è mai stato uno dei miei ideali di società.
Ma non credo mi si possa biasimare molto per l’errore; sono un “fan” della bici e non era ancora stato concluso l’anello varesino che già si pensava e progettava quello attorno al Lago di Comabbio, a due passi da casa mia. L’allora giunta Pansini (centrosinistra) aderì all’iniziativa, ma poi perse le elezioni, anche se non le era mancato il mio voto e poi … e poi, per quattro anni e mezzo, l’attuale giunta ha usato la strategia del “muro di gomma” dietro cui celare la propria volontà.

Curiosamente, nel sito del comune di Vergiate, tra gli atti della giunta esistono anche delibere che sembrano comprovare l’esistenza di questa pista; ho provato a leggerle, ma, confesso anche questo: «ho dei limiti!». Ogni volta mi perdo nel gergo burocratese usato per camuffare la mancanza di fatti; quello che invece comprendono tutti, e bene, sono i “non” risultati ottenuti. Ovvero un sacco di soldi spesi, certo dalla Provincia, ma pur sempre provenienti dalle nostre tasche, ma all’ignaro turista illuso, da una cerimonia d’inaugurazione ormai avvenuta da anni, di poter fare un giro attorno al nostro lago, una volta arrivato sulla sponda nostrana non resta che scegliere tra: tornarsene mestamente sui propri passi, terminare la gita rischiando la vita percorrendo un tratto di provinciale e di superstrada o sperare di scoprire tra i rovi un sentiero improvvisato.

Qual è il problema tecnico? Provincia e Parco del Ticino sono concordi su un tracciato che prevederebbe, tra Corgeno e Varano Borghi, di fiancheggiare la provinciale, per salvaguardare il bosco di ontani e i canneti in riva al lago. Le solite malelingue, alcune certamente “comuniste”, dicono che “purtroppo” così facendo si rovinerebbero le ortensie a poste a corona del passo carraio di un assessore attualmente in carica e che quindi, per non urtare la suscettibilità del botanico assessore, la Giunta Comunale vorrebbe invece che la pista passasse proprio là dove gli altri due enti non vogliono e dove c’è pure la naturale opposizione di alcuni cittadini che si vedrebbero espropriare il giardino di casa. I nostri amministratori, “Paladini dell’Ortensia”, pare che la tollererebbero (la pista) se la si realizzasse sull’altro lato della provinciale (pazienza per lo slalom pedonale nel traffico e lo scavo al piede della collina e i relativi rischi e costi), e meglio ancora, a qualcuno sarebbe venuto in mente di costruire temporaneamente (aspettando cosa poi?) una specie di ponte di barche per oltrepassare la riva dell’assessore. A quando la proposta di un tunnel? Tanto paga la Provincia che, si sa, possiede numerosissimi alberi (noi!) dai cui frutti può spremere tutti gli euro che serviranno. Certo ora che siamo in vista delle elezioni qualcosa si muoverà; ma guarda caso si costruirà, forse, solo il tratto Corgeno-Mercallo, mentre quello in direzione della “Cordigliera delle Ortensie” rimarrà ancora una volta incompiuto.

Ridicolo? Per chi ci governa al momento, mai abbastanza quando c’è di mezzo la “cadrega”! Neppure le figuracce che il sindaco Maffioli è costretto a fare semestralmente di fronte alle domande con cui gli studenti delle Scuole Medie lo incalzano sistematicamente a questo proposito.
Durante uno degli ultimi Consigli Comunali dei Ragazzi, stanco di arrampicarsi sui vetri per giustificare bofonchiando l’ennesimo rinvio all’anno successivo ha dovuto ammettere di non saper ipotizzare alcuna data di inizio e tanto meno di fine lavori. Visto che mi è parso di capire che anche lui ne ha piene le scatole di questo ennesimo NAGUTIN D’OR, mi sento di suggerirgli, per la prossima volta, di cedere la parola a qualcun altro della sua Giunta; ad esempio potrebbe chiedere di rispondere ad un assessore che abiti come me a Corgeno, se ce ne sono, o a quello addetto ai lavori pubblici, una persona insomma che per residenza o per ruolo abbia a cuore la questione e sappia chiarire questo mistero lacustre.

Mauro Roaro, Uniti per Vergiate

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