Il Senato come un asilo
8 Maggio 2006
Egregio Direttore,
non è stato certamente uno spettacolo esaltante quello offerto dai nostri senatori nella elezione del PRESIDENTE del SENATO in quella disputa bizantina nella interpretazione dei voti e dei nomi. Più che al Senato della Repubblica sembrava di assistere ad una disputa da un asilo nido, con la differenza che gli attori protagonisti erano persone che mediamente prendono uno stipendio mensile da 10 a 20 volte di quello che percepisce un normale lavoratore dipendente o un pensionato.
Ma al di la di questo, sono molto discutibili le scelte operate dal Centro Sinistra con la elezione di Bertinotti, Marini e la candidatura di D’Alema alle cariche istituzionali più importanti, il trio che può vantare l’appellativo di congiurati per aver fatto cadere il primo governo Prodi, spianando poi la strada a cinque anni di governo Berlusconi. Sembra di assistere ad una sorta di premio a coloro che portano le maggiori responsabilità per i danni arrecati al Paese con i 5 anni di governo di Centro Destra e che abbiamo rischiato che diventassero dieci.
E sì, perché forse il Centro Sinistra non si è ancora accorto di aver perso le elezioni: vincerle con uno scarto insignificante (25.000 voti) quando si era partiti con un vantaggio di oltre il 5% (circa 2.000.000 di voti) significa da un parte aver fatto degli errori madornali nella campagna elettorale e dall’altra di aver fatto poca o niente propaganda a livello di base, dando per scontato il risultato finale, affidandosi unicamente alla televisione. La conseguenza è abbiamo corso il rischio di dover subire altri 5 anni di governo Berlusconi con tutti i guasti che ha già provocato al Paese e di avere ora purtroppo un governo debole, con tutto quello che questo può comportare.
Per questo a mio parere occorreva avere nella elezione nelle cariche istituzionali, una maggiore dose di umiltà, cercare di tentare, se non di allargare la maggioranza, almeno quello stabilire un buon rapporto di vicinato con quel centro che passa sotto il nome di UDC anche per ringraziare quel certo MARCO FOLLINI che con la sua riforma elettorale ha permesso al Centro Sinistra di vincere almeno sul piano dei numeri questa campagna elettorale, persa sul piano politico.
Non aver nemmeno ipotizzato MARCO FOLLINI Presidente del Senato è stato a mio parere un errore che potrà costare molto caro, a meno che il Centro Sinistra (se Carlo Azeglio Ciampi non accetta di essere candidato per la seconda volta) si ricorda all’ultima momento e non lo candidi a PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.
A Prodi non si può che formulare i migliori auguri di resistere a lungo a capo di questa coalizione con la speranza che lo lascino governare, in una situazione molto difficile per il nostro Paese, congiurati permettendo. Grazie per la Sua attenzione.
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