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Il vero inventore della mongolfiera

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6 Giugno 2008

Caro direttore,
ho letto la notizia dell’anniversario di Mongolfier. Desidero portare alla sua conoscenza il fatto, credo significativo storicamente, di una sorta d’usurpazione volante. L’inventore del primo pallone aerostatico fu un italiano, precisamente un villettese (Val Vigezzo): Francesco Saverio Adorna decollò da Strasburgo nel 1780. Purtroppo non ho altri dati più precisi in mio possesso. Credo comunque che valga la pena dare un’occhiata a quest’articolo apparso il 10 luglio 2006 su un quotidiano locale dell’Ossola.
Congratulazioni per il vostro sito e cordiali saluti,
Ezio Masserizzi


Segue il testo dell’articolo scannerizzato:
“Stanotte il cielo sopra Berlino non sarà né azzurro né blu. Semplicemente buio. A illuminarlo, però, sarà la gioia di chi, italiano o francese, avrà avuto in sorte da Eupalla i numeri giusti per portare a casa la Coppa del Mondo.
Bella, intensa, appassionante, infinita è la sfida tra i cugini d’Oltralpe, come entrambi ci definiamo, non senza moti di stizza e lazzi d’invidia. Da Vercingetorige a Giulio Cesare, c’è più d’un motivo per magnificare, gli uni a spese degli altri, una magnitudo o grandeur che in realtà spesso è stata figlia della collaborazione.
Quest’angolo d’Italia racchiuso in un acrostico (Vco) ancora sconosciuto alla maggiorparte degli altri “Fratelli” vanta testimonianze del contributo nostrano alla grandezza di Francia tanto illustri quanto snobbate dai circoli storici delle accademie salottiere. E queste stesse testimonianze
sono per lo più concentrate in un fazzoletto di terra che evoca inferno e paradiso nel medesimo incanto che ha nome di Val Vigezzo.
La Francia e la sua storia devono tanto a questa valle, certo più di quel che gli stessi “galletti” oggi possono pensare, magari beandosi della strada che il loro (ma anche nostro, in quanto corso) Napoleone, fece tirar su agli ossolani giusto un paio di secoli fa. Che dire infatti dell’usurpazione dei
fratelli Montgolfier ai danni dell’inventore del primo pallone aerostatico?
A decollare per primo e proprio dalla francese Strasburgo alla volta dei cieli di mezz’Europa, era il 1780, fu infatti Francesco Saverio Adorna, vigezzino di Villette. A lui la Francia dovrebbe scuse ben più sincere di quelle che David Trezeguet potrebbe comunque onorarsi di farci stasera sul
campo, ciccando le eventuali sue velenose giocate in memoria del furto calcistico commesso dai poulets sei anni or sono ad Amsterdam. Per un Adorna finito nel dimenticatoio, ecco Pietro Maria Ferino, craveggese come i Mellerio, e fulgido combattente, distintosi nell’esercito rivoluzionario col
grado di luogotenente nel 1792. Ferino fu la bestia nera delle truppe austriache e venne dopo tante campagne vinte nominato da Napoleone Grand’Ufficiale della Legion d’Onore, senatore e pure conte, prima che Luigi XVIII gli conferisse il diploma di Pari di Francia e le insegne di cavaliere
di San Luigi. Alla memoria delle sue eroiche gesta, oltreché, nel caso, alla truppa di Marcello Lippi, sarebbe opportuno che la Francia stasera s’inchinasse deferente alle sperate bordate di Totti e compagni.
C’è poi una schiera di francesizzati “Jean Marie” che in origine suonavano Giovanni Maria e che hanno costruito miti dei quali la grandeur francese s’è impossessata come con la “Gioconda” leonardiana.
Chi sono? Il maleschese Gianmaria Salati, soldato di Bonaparte e primo traversatore ufficiale della Manica a nuoto, per sfuggire agli inglesi che l’avevano imprigionato dopo Waterloo. Ma anche, se non soprattutto,
Gianmaria Farina, il profumiere di Santa Maria Maggiore che nel XVIII secolo, con il suo concittadino Giovanni Paolo Feminis, inventò l’Acqua mirabilis, poi divenuta Acqua di Colonia. Un secolo più tardi, nel 1806, un altro Farina, che pure è passato alla storia come Jean Marie, diede il là da
Parigi alla commercializzazione su scala mondiale del profumo, passando infine il brevetto e la storia dell’Eau de Cologne alla ditta Roger & Gallet. Come minimo, stasera, un terzo favore è dovuto dai cugini crestati ai nipoti di questa Vigezzo straordinaria. Nel caso, a ritirarlo potrebbero
passare undici azzurri. Appuntamento sotto il cielo di Berlino”.

Ezio Masserizzi

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