In Italia non ci sono mai state rivoluzioni
8 Novembre 2014
Egregio direttore
Rispondo brevemente alla lettera del Sig Armanini. Non entro nella querelle che lo oppone al Prof Vitelli, anche se mi trovo d’accordo con la sua analisi della società italiana.
Le rivoluzioni in Italia di fatto non ci sono mai state. Quando ci sono state sono state fatte dalla borghesia, mai dal popolo. Questo per precise ragioni storiche (divisione secolare del paese, mancanza di una presa di coscienza dovuta ad una arretratezza culturale secolare). Forse l’unica rivoluzione popolare (ma presto diventata populista) fu quella di Masaniello a Napoli.
E della lettera di Armanini mi preoccupa la chiosa finale, che ritengo quella si pericolosa, quando se la prende con un certo astio con ricchi ed intellettuali che a suo dire sono stati alla finestra nei secoli.
Io ritengo contrariamente a Lui, che questo paese difetti di senso civico, educazione e cultura. Tesi per altro sostenuta nell’ottimo saggio scritto da Antonio Polichetti dal titolo “La grande dittatura”.
Confermata dal’Ocse che in una sua inchiesta ha verificato che “"Le competenze alfabetiche degli adulti italiani risultano ben al di sotto della media dei paesi Ocse. Si tratta di competenze fondamentali per la crescita individuale, la partecipazione economica e l’inclusione sociale.”
Per cui ritengo sia necessario riavvicinare gli italiani a lettura e cultura, non denigrarla in maniera semplicistica.
Cordiali saluti.
Mauro Icardi



Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.