In Siria? La “ragazza-per-bene” varesina non ci va
10 Agosto 2014
Caro Direttore,
faccio una importante premessa: io sono un idiota. Ma l’italiano lo so ancora leggere. E allora vi riporto le parole dell’assessore Clerici sulle due ragazze rapite in Siria. Ecco cosa ha scritto: “Ora mi chiedo: per le due sprovvedute (sarò diplomatico) partite per farsi i selfie tra i ribelli siriani è giusto che si mobiliti la diplomazia internazionale? Si, per carità. Ma che addirittura si ipotizzi il pagamento di un riscatto a spese nostre? Io lo farei eventualmente pagare ai loro ancor più sprovveduti genitori. Umanamente mi dispiace, per carità, ma con la guerra non si scherza e da bambine è bene che non si giochi alle “piccole umanitarie”, ma con le barbie. Perché se parti con l’incosciente presunzione di risolvere un problema e poi, paradossalmente, il problema diventi tu, non può essere la collettività a pagarne il prezzo. Ora speriamo solo che tornino sane e salve a casa, che imparino la lezione e che tacciano, perché l’idea che due ragazzine siano in mano a dei terroristi islamici senza alcuno scrupolo mi fa gelare il sangue nelle vene”.
Ora, si può essere anche d’accordo sul fatto che queste due ragazze se la possano essere andata a cercare (termine che è tutto da spiegare). Posso anche essere d’accordo sul fatto che qualcuno può anche essere contrario a queste operazioni di volontariato in zone di guerra in quanto le ritiene poco efficaci. Quello che proprio non tollero è che ci sia un ennesimo politico dal lauto stipendio, che sempre dietro ad una tastiera nella comodità della sua casa, con disprezzo, con ironia becera (citando “vai a giocare con la barbie") rivolga tali parole verso queste due ragazze e le loro famiglie che non credo siano andate fino là solo perché afflitte da selfie compulsivi.
Clerici è in evidente ricerca di popolarità e forse usa queste due povere criste che, anche se possono aver commesso un grosso errore, hanno tutto il diritto a sperare che dietro di loro hanno lasciato un paese che non molla nella "merda" i suoi cittadini che non accettano di passare il periodo dai 15 ai 30 anni a farsi selfie e postare su Facebook come dei rincoglioniti tecnologici.
Bensì si mettono in gioco provano sulla loro pelle cosa significhi: sangue, morte e guerra cercando di aiutare chi non ha nemmeno più la speranza del vivere domani.
Evidentemente queste ragazze non sono conformi all’idea di ragazza-per-bene varesina il cui unico impegno sociale è prendere il Lombardia Express Fashion Night, altra operazione di marketing che non serviva a dare un servizio efficiente per far raggiungere Milano ai pendolari ma solo l’ennesima pubblicità alla politica. Ecco la gallery dell’evento: vedrete facce sorridenti, giovani, rilassate e cool. Quelle dei pendolari non ve le mostreranno perché già tramortiti dal viaggio mattutino in piedi. Cordialmente…



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