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Ipodemocrazia, capitalismo e massoneria: un legame inscindibile

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15 Settembre 2015

Si può definire come ipodemocrazia un regime formalmente democratico, che è però privo di sostanza vitale, in altri termini è un mero guscio vuoto. Espropriazione della sovranità nazionale e della sovranità popolare, concentrazione del potere verso l’alto in ristretti gruppi oligarchici, partecipazione sempre più limitata e flebile alla vita pubblica, astensionismo elettorale che coinvolge oltre la metà dei cittadini aventi diritto al voto, emarginazione e discredito delle strutture intermedie (partiti, sindacati, Regioni ecc.): questi alcuni tratti salienti della ‘ipodemocrazia’, definibile anche come ‘post-democrazia’. Sennonché è evidente che un regime di questo tipo provoca necessariamente una traslazione di poteri in vari luoghi, molti dei quali opachi, per non dire impenetrabili. La crescente diffusione e penetrazione della massoneria nei gangli vitali dello Stato e di altre istituzioni collaterali (tra cui la Chiesa) è allora causa ed effetto di quel fenomeno che viene rubricato correntemente, con un sintagma peraltro fuorviante, come ‘crisi della politica’.

Oggi la massoneria è una vera potenza, anche se è difficile, per definizione, valutare il peso effettivo di una organizzazione attraverso cui la classe dominante, facendo leva su rapporti assai stretti con analoghe organizzazioni straniere, controlla, spesso in alleanza con forze clericali, alcune delle istituzioni culturali più prestigiose del nostro paese, diverse università tra le più importanti, interi settori degli apparati strategici dello Stato, nonché centri vitali dell’economia capitalistica pubblica e privata. È peraltro noto che esiste una distinzione fra la massoneria ‘buona’ e la massoneria ‘cattiva’ (si pensi, per quanto concerne gli ultimi quarant’anni, alla loggia P2 di Licio Gelli e alle trame eversive che questa cricca borghese ha portato avanti, conseguendo, uno dopo l’altro, gli obiettivi prefissati nell’ossimorico “Piano di rinascita democratica”).

Senza escludere che sono possibili conflitti tra l’una e l’altra componente della massoneria su questioni decisive, è tuttavia doveroso osservare che là dove non esistono né trasparenza degli atti e delle decisioni né visibilità degli associati è estremamente difficile individuare la linea di demarcazione tra l’una e l’altra massoneria. Soltanto l’obbligo generale, sancito per legge, di rendere pubblici gli elenchi degli iscritti consentirebbe di separare il grano dal loglio, ammesso e non concesso che, così come accade per la distinzione tra ‘denaro sporco’ e denaro ‘pulito’, sia possibile evocare un’analoga distinzione riguardo alla massoneria.

In realtà, la tendenza che si è affermata nei regimi ipodemocratici del nostro tempo è strutturalmente di tipo massonico, poiché nasconde, sia a livello interno che a livello internazionale, l’esistenza, le procedure e il ‘modus operandi’ del potere del grande capitale sotto una cappa impenetrabile di segretezza, come accade, in modo sostanzialmente affine, con le istituzioni della Ue e con centri di potere informali, quali il Gruppo Bilderberg e la potente banca d’affari Goldman Sachs (di cui faceva parte, come è noto, Romano Prodi). Tanto per dare una plastica idea della composizione di queste organizzazioni basti pensare che all’ultima riunione del Gruppo Bilderberg, svoltasi nello scorso mese di giugno, hanno preso parte, in ordine alfabetico, il manager Franco Bernabè, il presidente di Fca John Elkann, la giornalista Lilli Gruber, l’ex commissario Ue ed ex premier Mario Monti e il numero uno di Techint Gianfelice Rocca.

Per ora, non resta che seguire con la massima attenzione lo svolgimento dei fatti politici, sociali e culturali, certe correnti di finanziamento, certi, altrimenti inesplicabili, atti del potere economico, politico, governativo e giudiziario per cercare di capire quel che si muove sotto traccia nel mondo italiano e identificare le complicate tracce del plusvalore e del profitto per la cui estorsione e ripartizione si contendono il campo quelli che Marx chiamava “i fratelli gemelli della massoneria del capitale”.

Eros Barone

Commenti

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  1. mauro_sabbadini
    Scritto da mauro_sabbadini

    Il ragionamento non fa una piega, come sempre perché il professor Barone è preciso, salvo per un punto: tutto poggia sull’assunto che esista la massoneria globale e che eserciti il suo potere. Però da dove viene questo assunto? esiste veramente questo potere globale? se sì, il ragionamento ha senso, diversamente è fantascienza. Siccome non viene prodotto, nè qui nè altrove, alcun elemento che ne provi l’esistenza è probabile che non esista e quindi che tutto il castello cada.

  2. mauro_sabbadini
    Scritto da mauro_sabbadini

    In alternativa si potrebbe sostenere che tale organizzazione deve essere invisibile, quindi il fatto che non si veda e non lasci tracce sia una prova della sua esistenza. Ma direi che forse ci si può risparmiare questa cosa fra persone serie. Un’ipotesi: alla finale degli ultimi mondiali di calcio c’erano molte più persone e molto più importanti che alla riunione del Bilderberg (e in parte anche gli stessi), forse il vero potere occulto è la FIFA? a scanso di equivoci specifico che quest’ultima ipotesti era scherzosa

  3. Avatar
    Scritto da pessimo_soggetto

    Eros Barone, guardi troppi film di qualità scadente.

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