L’intervista impossibile ad Adriano Olivetti
2 Marzo 2014
Egr. direttore,
mi capita ormai spesso che leggendo un libro susciti in chi le scrive un entusiasmo tale da volerlo esternarlo agli altri per poterlo condividere e confrontare. È il caso di questo libro su Adriano Olivetti, un libro a fumetti in cui gli autori ricostruiscono in maniera sintetica il suo pensiero, si legge tutto d’un fiato. Tocca temi che sono di una inaudita attualità e contengono proposte riformatrici che se attuate, potrebbero far uscire oggi la nostra società dalla crisi politica, morale ed economica che sta attraversando da troppo tempo. Da leggere e da diffondere a tutti coloro che non hanno ancora perso la speranza che questa società si possa rinnovare.
• Buon giorno Ingegnere, sto preparando una tesi di laurea sul movimento comunità. Posso
farle qualche domanda … dunque la Olivetti produce macchine per scrivere e calcolatrici. Ha migliaia di dipendenti in tutto il mondo, è leader nel campo della ricerca elettronica è conosciuta a livello internazionale per lo stile dei suoi prodotti, ma anche per i servizi sociali, culturali, sanitari di cui godono i lavoratori … allora ingegnere è soddisfatto ?
• Vede signorina la fabbrica di Ivrea è il mezzo non il fine, la fabbrica non può guardare
solo all’indice dei profitti … deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia, persino bellezza. La fabbrica è il cuore della comunità, la fabbrica e per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica .. giusto ? Noi vogliano creare un’impresa di tipo nuovo, al di là del socialismo e del capitalismo… il mondo oggi ci appare diviso in due grandi blocchi politici, economici di pensiero, che si dimostrano incapaci di comprendere e risolvere il cuore dei problemi. Soltanto una comunità concreta, nè troppo grande, nè troppo piccola, prodotta della natura e della storia rende possibile quei principi di solidarietà umana che in fin dei conti, accomuna socialisti e cristiani …. La comunità è il solo terreno su cui le divisioni fra capitale e lavoro possono essere superate …. Il grande è sotto accusa perchè non crea solidarietà … lo Stato deve diventare organizzatore federale delle comunità …
• Ma ingegnere, ecco … lei sembra vivere continuamente proiettato in avanti …Sembra guardare sempre al futuro.
Vede…A volte, quando lavoro fino a tardi, vedo le luci degli operai che fanno il doppio turno … mi viene voglia di andare a porgere un saluto pieno di riconoscenza…cerco di esprimere la mia gratitudine attraverso il mio lavoro … il mio sacrificio personale … la costruzione faticosa di una testimonianza anche per le future generazioni …
• La ringrazio per la chiarezza… ma non mi ha risposto alla domanda su una cosa … è soddisfatto ?
Soddisfatto ? non posso dimenticare coloro che ancora oggi vivono nelle contrade più povere …no, non sono soddisfatto…
• Dunque state costruendo una comunità in cui la contrapposizioni tra lavoro e capitale vengono superate … che ruolo ha in tutto questo la cultura ?
• La cultura ha un ruolo preminente … noi guardiamo all’uomo … nessuno sforzo potrà durare nel tempo se non sapremo elevare l’animo umano .. le nostre armi segrete sono i libri, i corsi culturali, l’assistenza tecnica, … in fabbrica si tengono continuamente concerti, mostre, dibattiti, … ci sono biblioteche con libri, giornali, riviste, … con noi collaborano intellettuali, artisti, scrittori .. la cultura crea valore … senso critico, inquietudine intellettuale sono per noi una risorsa strategica …
• Quale ritiene essere la sua migliore virtù…
• La vita produttiva presenta ogni giorno problemi diversi, per risolverli serve capacità critica, per questo la cultura è una risorsa straordinaria … in questa fabbrica non abbiamo mai chiesto a nessuno a quale fede religiosa credesse, in quale partito militasse o da quale regione o continente provenisse … per generare risposte la cultura deve generare domande, e questo può succedere solo nella libertà … la mia migliore virtù ? .. il buonsenso
• Ingegnere vogliamo parlare di politica e dei partiti ? La sua proposta parte da una critica ai partiti.
• Volentieri … vede alla fine del fascismo, la maggior parte degli intellettuali vedeva nei partiti uno strumento di libertà, non io … i partiti sono un male non necessario …sono organismi vecchi, che selezionano un personale politico inadeguato … assegnano ruoli chiave della vita pubblica a persone impreparate, ma fedeli … persone allo stesso tempo innocue e pericolose …
• Secondo lai ingegnere quale sarà il futuro della economia?
• Il tempo in cui viviamo è segnato da una forte contrapposizione ideologica .. il mondo si divide in ricchi e poveri … borghesia e proletariato … questo conflitto non si risolve sul terreno dei compromessi … ma su quello della sintesi tra le idee … solo una struttura integrata può risolvere i problemi … per esempio una fondazione composta da una pluralità di forze operanti nella comunità … chiamata a governare una azienda… composta da una dagli azionisti, per una seconda parte dagli enti pubblici locali, per una terza dalle università e una quarta dalla rappresentanza dei lavoratori … nella fondazione, organizzati secondo precisi criteri, tutti questi soggetti lavoreranno per il fine di una ibera e armoniosa crescita della comunità…
• Sembra un’eresia … ingegnere !
• Se teorizzo qualcosa di irrealizzabile, incontrerò sicuramente consenso in qualche salotto …se vado oltre, spiegando come realizzarlo tecnicamente nel dettaglio, rischio di rendermi immediatamente ridicolo … se poi la realizzo vengo trattato con ostilità
• Ho capito perfettamente ingegnere .. per me può andare bene così, non so come ringraziarla
ADRIANO OLIVETTI IVREA 2061 – Un secolo troppo presto
di Marco Peroni e Riccardo Cecchetti
l becco giallo



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