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L’Italia è la prima potenza nucleare dell’Europa

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8 Maggio 2010

Egregio direttore,
 
   il dibattito sul nucleare civile, che si è sviluppato in questa rubrica e che vede dividersi, chi a favore e chi contro, i vari Gelosia, Caielli, Griffi, ‘signor Paolo’ e altri ancora, fa un po’ sorridere, perché tutti questi opinanti prescindono dal legame che intercorre tra il nucleare civile e il nucleare militare e, molto semplicemente ma anche molto colpevolmente, obliterano un fatto fondamentale: secondo il rapporto “Us nuclear weapons in Europe” dell’analista statunitense Hans Kristensen del ‘Natural Resources Defence Council’ di Washington, l’Italia ospita 90 delle 481 bombe nucleari americane presenti nel Vecchio Continente (cinquanta sono nella base di Aviano, in Friuli, e altre quaranta si trovano a Ghedi, nel Bresciano).
 
   In altri termini, l’Italia è la prima potenza nucleare dell’Europa; essa ospita ben 90 ordigni nucleari (quasi un quinto dell’intero arsenale atomico statunitense in Europa!) in nome e per conto degli Usa. La scelta di stipulare il trattato di non proliferazione delle armi nucleari, evidentemente, così come non valeva un fico secco per l’amministrazione Bush, non vale un fico secco per l’amministrazione Obama. Dal canto suo, il governo italiano sottoscrisse, senza fiatare, l’accordo segreto, portato a conoscenza dell’opinione pubblica tre anni fa. Tale accordo, sottoscritto nel 2001, ha fatto della nostra nazione il più importante deposito nucleare degli Usa fuori dal proprio territorio. Se si collega, poi, l’esistenza di tale deposito alle dichiarazioni delle varie amministrazioni statunitensi, che hanno più volte ribadito di non escludere l’opzione atomica contro gli ‘Stati-canaglia’, come Iran e Siria, si scopre che, agli occhi del mondo (e in particolare del mondo arabo-islamico: si leggano, a tale proposito, le recenti dichiarazioni di Ahmadinejad, presidente dell’Iran, rivolte a vari paesi europei, fra cui il nostro), l’Italia è identificabile come la base e la fonte della più distruttiva minaccia nucleare, laddove a decidere l’utilizzazione di questo potenziale, che non è eccessivo definire apocalittico, è unicamente ed esclusivamente il presidente degli Usa.
 
   D’altronde, se l’esistenza e l’impiego militare delle basi nucleari americane sul territorio italiano non costituissero questioni di estrema serietà e di estrema gravità, che non consentono un facile umorismo, sarei tentato di osservare che tutto questo discettare sull’utilità, sui rischi e sulle alternative all’energia nucleare in campo civile richiama alla mente il caso di quei difensori di un comune medievale i quali, nell’assedio che sostennero contro Federico Barbarossa, furono obbligati a difendersi rivolgendo i loro colpi contro i loro stessi concittadini, coi corpi dei quali l’imperatore aveva fatto tappezzare le pareti delle sue macchine da guerra. Comportamento, quello dei difensori del comune, che si potrebbe definire eroico, se non si tenesse conto del fatto che tali difensori avevano consegnato loro stessi i propri concittadini all’imperatore…  
Atomino

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