L’ultimo discorso di Matteotti
23 Giugno 2010
Caro direttore,
una traccia della prova di maturità riportava un passaggio del famoso discorso di Mussolini alla Camera del 3 gennaio 1925. Il discorso in cui rivendica “la responsabilità politica e morale” del delitto Matteotti, coprendo con la sua autorità i responsabili materiali del delitto, il cui processo un anno dopo portò a pene inferiori a 5 anni (solo nel 1947 si ebbe un vero processo con condanne all’ergastolo).
Chi ha proposto al commento degli studenti proprio quel testo di Mussolini non ha ritenuto di fare alcun riferimento alla drammatica circostanza in cui esso veniva pronunciato.
Tantè, il discorso di Mussolini riceve così l’onore della citazione in un esame di Stato, al pari di testi di Togliatti, Moro e Giovanni Paolo II.
Il meno che si possa fare è rileggere l’ultimo discorso parlamentare di Giacomo Matteotti, il 30 maggio del 1924, il discorso che gli valse la condanna a morte. Egli intervenne sulla validità delle elezioni del 3 aprile di quell’anno. Ecco, dal resoconto stenografico della Camera, alcuni passaggi di drammatica eloquenza:
Presidente "Ha chiesto di parlare l’onorevole Matteotti. Ne ha facoltà".
MATTEOTTI “… Ora, contro la loro convalida noi presentiamo questa pura e semplice eccezione: cioè, che la lista di maggioranza governativa, la quale nominalmente ha ottenuto una votazione di quattro milioni e tanti voti… (Interruzioni)" "… cotesta lista non li ha ottenuti, di fatto e liberamente, ed è dubitabile quindi se essa abbia ottenuto quel tanto di percentuale che è necessario (Interruzioni. Proteste) per conquistare, anche secondo la vostra legge, i due terzi dei posti che le sono stati attribuiti! E quindi contestiamo in questo luogo e in tronco la validità della elezione della maggioranza (Rumori vivissimi).
Vorrei pregare almeno i colleghi, sulla elezione dei quali oggi si giudica, di astenersi per lo meno dai rumori, se non dal voto. (Vivi commenti – Proteste – Interruzioni alla destra e al centro)". L’elezione, secondo noi, è essenzialmente non valida, e aggiungiamo che non è valida in tutte le circoscrizioni. In primo luogo abbiamo la dichiarazione fatta esplicitamente dal governo, che le elezioni non avevano che un valore assai relativo, in quanto che il Governo non si sentiva soggetto al responso elettorale, ma che in ogni caso avrebbe mantenuto il potere con la forza, anche se…
(Vivaci interruzioni a destra e al centro Movimenti dell’onorevole Mussolini).
Voci a destra "Sì, sì! Noi abbiamo fatto la guerra! (Applausi alla destra e al centro)
Matteotti "Codesti vostri applausi sono la conferma precisa della fondatezza dei mio ragionamento. Per vostra stessa conferma dunque nessun elettore italiano si è trovato libero di decidere con la sua volontà… (Rumori, proteste e interruzioni a destra)
….
Matteotti "Volete i singoli fatti? Eccoli: ad Iglesias il collega Corsi stava raccogliendo le trecento firme e la sua casa è stata circondata… (Rumori)".
Maraviglia "Non è vero. Lo inventa lei in questo momento".
Farinacci "Va a finire che faremo sul serio quello che non abbiamo fatto!".
Matteotti "Fareste il vostro mestiere!".
…
Matteotti "Mi limito, dico, alla nuda e cruda esposizione di alcuni fatti. Ma se per tale forma di esposizione domando il compatimento dell’Assemblea… (Rumori) non comprendo come i fatti senza aggettivi e senza ingiurie possano sollevare urla e rumori.
Presidente "Ha finito? Allora ha facoltà di parlare l’onorevole Rossi…".
Matteotti "Ma che maniera è questa! Lei deve tutelare il mio diritto di parlare! lo non ho offeso nessuno! Riferisco soltanto dei fatti. Ho diritto di essere rispettato! (Rumori prolungati, Conversazioni)".
…
Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni. (Applausi all’estrema sinistra – Vivi rumori)".
Il parlamentare socialista finito di parlare, disse ai colleghi: "Ed ora, potete preparare il mio funerale". Pochi giorni dopo, il 10 giugno, fu rapito a Roma. Il suo corpo fu ritrovato il 16 agosto in un bosco alle porte di Roma.
Ed ecco due passi del discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925 (il secondo è quello proposto alla maturità).
“…L’articolo 47 dello Statuto dice: La Camera dei deputati ha il diritto di accusare i ministri del re e di tradurli dinanzi all’Alta corte di giustizia. Domando formalmente se in questa Camera, o fuori di questa Camera, c’è qualcuno che si voglia valere dell’articolo 47. (vivissimi prolungati applausi. Moltissimi deputati sorgono in piedi. Grida di: "viva Mussolini!". Applausi anche dalle tribune).
Il mio discorso sarà quindi chiarissimo e tale da determinare una chiarificazione assoluta.
…
«Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. (Vivissimi e reiterati applausi — Molte voci: Tutti con voi! Tutti con voi!) Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa!Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! (Vivissimi e prolungati applausi — Molte voci: Tutti con voi!)»
3 gennaio 1925: la dittatura era iniziata.
Saluti cordiali



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