La bestemmia è una manifestazione di stupidità
13 Febbraio 2009
Egr. direttore,
L’idea della prova del martello è ottima. Trattata in modo più scientifico però, dimostra valida solo la prima parte della teoria ( sfogare la propria contrarietà, il proprio disappunto ) e sbagliata la seconda ( deve produrre turbamento nelle persone che assistono all’evento ).
La martellata sul proprio dito arriva solo in due modi: con pubblico o senza. Il risultato è sempre lo stesso, imprecazione, bestemmia o urlo belluino di dolore, e dipende solo dalle tendenze e dalle abitudini di ciò che è attaccato al dito.
Detto tra me ed il martello, che con l’automobile è il maggior esperto in materia, bisogna tener ben presente le differenze fra imprecazioni e sceneggiate, che hanno motivazioni ben diverse. Le ultime si adattano perfettamente alla Madasi-teoria.
A proposito della bestemmia, ricordo che un vecchio insegnante di religione definiva la bestemmia una manifestazione di imbecillità. Secondo lui i bestemmiatori si potevano dividere in due categorie: i credenti ed i non credenti. Per i credenti bestemmiare significa attirarsi la collera divina e quindi sono per lo meno sciocchi. Per i non credenti significa invece insultare una cosa che non esiste, ed anche questa non è sicuramente una furbata.
Con i miei migliori saluti



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