La Svizzera non è il Paradiso terrestre
15 Giugno 2010
Caro direttore,
ho letto con attenzione quanto scritto dal signor Paolo e dalla signora
Maretti sulla Svizzera. Personalmente penso che tutti e due dicano delle cose
vere. Infatti, io credo che la Svizzera abbia un’educazione civica invidiabile,
e per educazione civica intendo cose apparentemente banali ma che invece nel
nostro Paese non sono mai scontate, ovvero rispettare le leggi, dal fermarsi
per far attraversare i pedoni al pagare il biglietto dell’autobus o del treno
(anche perchè credo che da quelle parti la certezza della pena non resti solo
sulla carta), o dare l’idea di essere una società più organizzata, più
efficace: infatti, quando varco il confine mi sembra a volte di entrare in un
altro mondo, più pulito, più educato. Ma non posso dire più "civile". Perchè la
civiltà di una nazione e di un popolo è diversa dall’educazione civica, e si
misura sulla base delle cose elencate dal signor Paolo: in Svizzera non ci sono
tutele per i lavoratori, soprattutto per quelli stranieri che sono puntualmente
i primi ad essere lasciati a casa; la ricchezza economica della nazione
elvetica deriva essenzialmente da un sistema bancario chiuso, segretissimo, che
non si vergogna di nascondere conti ed informazioni dei peggiori criminali del
mondo; in generale, per quanto possa sembrare una nazione più efficiente, a me
sembra anche una società meno umana, dove contano unicamente qualità e
profitto.
Per cui è vero, lì i treni sono puliti e viaggiano in orario, i cani possono
entrare alla Swissminiatur e se fai un’inversione di marcia dove è vietato ti
ritrovi puntualmente (e giustamente!) con la volante della Polizia Cantonale
alle calcagna; però l’Italia, che ha tanti, tantissimi difetti, ha forse ancora
un briciolo di umanità che la vecchia Elvezia ha smarrito.
Cordiali saluti



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