Le ideologie come cura per il satanismo
15 Gennaio 2005
Malosco (TN), 15 Gennaio 2005
Egregi Signori,
Ho avuto modo di vedere i servizi relativi all’apertura, presso il Tribunale di Busto Arsizio, del procedimento penale contro le cosiddette “Bestie di Satana”; ora, se non posso che essere d’accordo con coloro che pretendono una condanna esemplare ed irreversibile, sono rimasto quasi di sasso di fronte alla richiesta (peraltro null’affatto esaudita) avanzata dalla difesa dei cosiddetti “satanisti.”
Il problema è che il proliferare di queste pseudosette è dovuto alla progressiva deideologizzazione di buona parte del continente, e non solo del nostro Paese; si deve, cioè, al fatto che invece di affrontare e risolvere concretamente i vari problemi che interessano non soltanto noi italiani, ma pressoché tutto il mondo, si sono inutilmente sprecati tempo ed energie nella lotta (sovente inutile, o comunque di utilità relativamente bassa) contro le cosiddette “ideologie totalitarie”, Fascismo e Comunismo in testa. Il fatto è che una volta conseguito, perlomeno in Europa, questo risultato, ci si è accorti che non solo i problemi sono tuttora ben lungi dall’essere pressoché definitivamente risolti, ma si sono tolti soprattutto alle generazioni presenti e future quei referenti non soltanto ideologici, ma anche culturali e – perché no? (ferma restando la relatività del concetto) – anche morali e disciplinari che solo avrebbero potuto forgiare – sempre e comunque nel rispetto e nell’osservanza dei principi fondamentali cui si ispira la nostra stessa democrazia – i futuri cittadini non soltanto italiani, ma anche europei; ecco allora il ritorno alla religione in forme e modalità che rasentano spesso il fanatismo e addirittura l’integralismo (e non oslo islamico), od anche l’adesione al cosiddetto “satanismo”, con conseguenze gravissime non soltanto per la distruzione di vite umane o di cose (vedasi la distruzione totale o parziale di strutture tombali ed il saccheggio dei cimiteri), ma anche per lo stesso ordine pubblico, peraltro già compromesso da fenomeni quali la criminalità ed il terrorismo.
L’unico rimedio, a mio parere, per il contenimento (l’eliminazione totale è estremamente difficile, per non dire impossibile) di tale fenomeno è, pertanto, il recupero – se non totale quantomeno parziale – di tali principi e valori culturali ed ideologici, nonché filosofico-dottrinari, espressi dalle grandi correnti di pensiero che nel bene e nel male, nel meglio come nel peggio, hanno caratterizzato gli ultimi duecento anni, fermo restando che devono essere rimosse dal retroterra culturale della gente comune prima ancora che dei vertici statuali e non solo (teniamo presente che nel nostro stesso Paese non esiste, di fatto, il reato di opinione) le pregiudiziali, per l’appunto, culturali-ideologiche e filosofico-dottrinarie nei confronti di coloro che si riconoscono in tali principi e non in quelli dominanti, derivanti principalmente dal Cattolicesimo e dal Liberalismo.



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