Le parole di Fini e lo “stalliere di Arcore”
30 Marzo 2009
Caro direttore,
il presidente della Camera Gianfranco Fini, intervenendo ad una cerimonia accademica a Bagheria, ha affermato che la mafia è una dittatura, che toglie la vita, la libertà e la dignità alle persone e ai popoli. Parole più che lodevoli e davvero consone al ruolo istituzionale da lui rappresentato. Sorge però spontanea una stessa domanda: ma è lo stesso Gianfranco Fini che ha fatto confluire la sua Alleanza Nazionale in un partito che vanta tra i suoi massimi esponenti qualcuno che ha definito, solo pochi mesi fa, Vittorio Mangano un eroe?
Già, perchè "lo stalliere di Arcore" nel 2000 venne condannato all’ergastolo per duplice omicidio, mentre in precedenza aveva già conosciuto la galera per reati come truffa, ricettazione, emissione di assegni a vuoto, traffico di stupefacenti, lesioni volontarie e tentata estorsione, oltre ad essere un noto esponente della famiglia mafiosa di Pippo Calò. Un curriculum sufficiente per venir definito "eroe" dall’attuale presidente del Consiglio; ma a quanto pare, il buon Fini si è completamente dimenticato della vicenda.
Cordiali saluti



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