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Lettera aperta a Beppe Grillo

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14 Marzo 2013

Egregio direttore,
Sono in tanti che in questi giorni ti hanno mosso appelli. Chi ti scrive non ha votato per il Movimento 5 Stelle nonostante che ne sono stato tentato, anche perché molte cose da te sostenute, come il rinnovamento della politica, sono in larga parte condivisibili. Non ho potuto votare per il tuo partito perché non ho condiviso la brutta vicenda delle espulsioni: se da una parte si può condividere l’invito rivolto ai vostri rappresentanti di non partecipare ai dibattiti televisivi, mi è sembrato esagerata la loro espulsione dal tuo movimento, sapendo che il dissenso è il sale di tutte le associazioni (partiti o chiese che siano) e partecipare ad un dibattito televisivo non è un reato, ma un diritto. Nel vecchio PCI era addirittura vietato scrivere ai giornali che non fossero di partito e chi osava farlo aveva la stessa punizione che avete dato ai vostri militanti. Ma anche nella chiesa un tempo esisteva un tempo la stessa logica: quando negli anni 60’ don Milani scrisse quella famosa lettera ai giudici a tutti i gioanli ma fu pubblicata solo da Rinascita, fu travolto da assurde accuse.

Converrai poi con chi scrive che è una cosa anomala che un partito che si presenta per la prima volta, guidato certamente da un bravo comico, raggiunga il successo che avete ottenuto. Dovresti ringraziare Bersani, che tu chiami ironicamente PDmolle, del successo da voi ottenuto o se vuoi, puoi ringraziare la crisi della politica che si trascina da diversi decenni nel nostra Paese, dove ne hanno approfittato prima di te, Bossi e poi Berlusconi. Ma il tuo movimento, lo riconoscono tutti, è cosa diversa, è fatto da persone giovani, serie, volonterose, normali con tante donne e che rappresentano l’occasione storica per cambiare questo Paese. Eppure tu dici di rifiutarti a partecipare in una maggioranza di governo, sostenendo solo proposte legislative condivisibili, una posizione di comodo visto che chi governa deve avere anche il coraggio di compiere scelte impopolari. Ma queste, tu preferisci lascarle agli altri. Don Lorenzo Milani, che spero tu conosca diceva: “Cosa mi interessa se hai le mano pulite, se poi te le tieni in tasca”.

Ho una proposta da farti: Riunisci i tuoi parlamentari una delle prossime domeniche a Barbiana, sulla tomba di don Milani e fai loro una lezione di etica e di moralità con le sue lettere di cui mi permetto di suggerirne alcune:

“Per esempio ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli e l’avarizia”
“avere il coraggio di dire ai giovani (oggi ai tuoi parlamentari) che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti a agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto”
Ma tu te la senti ancora di dire a qualcuno che devono ubbidirti ? Ci sono poi tante altri frasi celebri che ti vorrei ricordare, ma quando avrai finito questa lezione di etica su a Barbiana, è dovrai sciogliere le righe, posso solo augurarti a te e a tutti i tuoi parlamentari quando siederanno in Parlamento parafrasando una sua celebre frase, le seguenti parole … “Anche Beppe Grillo deve tendere nell’attesa di quel giorno glorioso in cui il parlamentare migliore gli dice: <Povero Grillo, non ti intendi più di nulla> e Grillo risponde colla rinuncia a conoscere i segreti del suo parlamentare, felice soltanto che il suo parlamentare sia vivo e ribelle” Ecco cosa posso augurare a te e ai tuoi parlamentari di essere vivi e ribelli, anche perché tu con la tua professione e la tua vita sei stato vivo e ribelle. Come fai allora a non chiedere le stesse cose per i tuoi aderenti. Non trascinare il nostro Paese in una crisi peggiore di quella che c’è già. Accetta la sfida di Bersani, ai suoi otto punti presentane altri otto o sedici. Non stare alla finestra nell’attesa di vedere passare il cadavere di Bersani (magari insieme a migliaia di intere famiglie sull’orlo della disperazione) anche perchè dietro potrebbe ripassare di nuovo un Berlusconi risorto. Se decidi di andare a Barbiana, fammelo sapere, ci verrei anch’io volentieri.

Emilio Vanoni

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