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L’Italia s’è desta

Alessandro Franzetti
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23 Marzo 2026

L’Italia s’è desta. L’esito del referendum non lascia spazio a nessun equivoco: gli italiani hanno capito che la separazione dei poteri conta, al contrario della separazione delle carriere.
L’elettorato, che ha partecipato in modo massiccio e oltre ogni aspettativa al referendum (quasi il 59%) ha dato una grande prova di maturità.
Gli italiani hanno votato nel merito della questione.
Si è creata un’alleanza virtuosa tra società civile, magistrati, avvocati per il NO, sindacati e partiti di opposizione.
Il vento imperante del populismo è stato bloccato da una barriera fatta di coscienza civile, responsabilità e condivisione dei valori democratici, repubblicani e dunque costituzionali.
Già oggi con la legge Cartabia è possibile un solo passaggio di funzione tra PM e giudici nella carriera e oggi i passaggi di funzione sono poche decine all’anno, quindi la separazione delle carriere era solo una cartina di tornasole per stravolgere la nostra Carta Costituzionale.
Il Governo ha obbligato il Parlamento a votare i quattro passaggi della riforma costituzionale in modo blindato e senza nessun confronto con le minoranze.
Se il governo avesse voluto, avrebbe potuto chiedere al Parlamento di formulare una legge ordinaria, senza intaccare i preziosissimi equilibri della Carta stravolgendo sette articoli.
Inoltre il sorteggio è un sistema che non si usa per eleggere nemmeno il presidente della bocciofila (con tutto il rispetto) e quindi era ed è inadatto anche per eleggere i rappresentanti al CSM.
Sicuramente questo voto è anche uno schiaffo alla protervia e all’arroganza di certi esponenti del governo, che non hanno fatto altro che insultare molto spesso i giudici e demonizzare il fronte del NO.
Oggi inizia ufficialmente la primavera, una primavera non solo meteorologica ma soprattutto civile.

“Si può sperare
Che il mondo torni a quote più normali.
Che possa contemplate il cielo e i fiori.”
(Povera Patria, canzone di Franco Battiato).

Alessandro Franzetti
Già presidente del Consiglio Comunale di Luino

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