Ma quanti sono questi giudici comunisti?
28 Ottobre 2009
Caro direttore,
ecco che il Berlusca, dopo la seconda codanna di Mills, ritira fuori la storia dei giudici comunisti.
Vediamo di ragionare.
Berlusconi dice di essere stato inquisito da 103 giudici.
La domanda è d’obbligo: possibile che siano tutti comunisti?
Lo chiedo in considerazione di un fatto noto: i processi vengono assegnati ai diversi giudici seguendo un criterio di rotazione.
E’ mai possibile che tutti i comunisti capitino proprio a Berlusconi?
Poi però, andando a spulciare i fatti, alcune cose si chiariscono: i giudici diventano comunisti quando condannano Berlusconi o le persone a lui vicine.
E’ il caso del magistrato che ha confermato in appello la condanna a Mills: quando questo stesso giudice ha assolto Berlusconi sul caso SME non era comunista. Lo è diventato quando ha condannato Mills.
Il caso Mills è ormai chiaro: due ordini di giudizio hanno confermato che si tratta di una persona corrotta per favorire un interesse privato di Berlusconi.
Grazie al Lodo Alfano è mancato il secondo imputato: se l’avvocato Mills è stato riconosciuto colpevole di aver ricevuto soldi per favorire Berlusconi, chi è la persona che l’ha corrotto?
Ma la sentenza, molto probabilmente, non arriverà mai perchè il reato andrà in prescrizione grazie a una legge voluta dallo stesso Berlusconi.
Eppure non si può parlare di conflitti di interesse.
E per finire: basta con questa storia degli oppositori a Berlusconi, tutti comunisti.
Sono un borghese moderato, imprenditore, liberale e repubblicano e non sono mai stato comunista.
Detto questo, ritengo che il signor Berlusconi debba difendersi nei processi e non contro i processi, penso che siano immorali le sue leggi "ad personam" a partire da quella sul falso in bilancio e sono convinto che non ci sia un solo paese civile al mondo che possa accettare quel conflitto di interessi, grosso come un grattacielo, nel quale Berlusconi è invischiato come padrone di un impero televisivo (per altro ottenuto e mantenuto in barba alla legge anti-monopolio).
Insomma, basta con queste storie dei comunisti: chiunque sia in buona fede e ragioni con la propria testa non può essere dalla parte di Berlusconi finchè lui pretende di essere esentato dal rispetto delle leggi alle quali tutti dobbiamo attenerci.
L’uomo è preda di un delirio di onnipotenza e va ricondotto con i piedi per terra.
E’ un pericolo la nostra democrazia.
Vediamo di ragionare.
Berlusconi dice di essere stato inquisito da 103 giudici.
La domanda è d’obbligo: possibile che siano tutti comunisti?
Lo chiedo in considerazione di un fatto noto: i processi vengono assegnati ai diversi giudici seguendo un criterio di rotazione.
E’ mai possibile che tutti i comunisti capitino proprio a Berlusconi?
Poi però, andando a spulciare i fatti, alcune cose si chiariscono: i giudici diventano comunisti quando condannano Berlusconi o le persone a lui vicine.
E’ il caso del magistrato che ha confermato in appello la condanna a Mills: quando questo stesso giudice ha assolto Berlusconi sul caso SME non era comunista. Lo è diventato quando ha condannato Mills.
Il caso Mills è ormai chiaro: due ordini di giudizio hanno confermato che si tratta di una persona corrotta per favorire un interesse privato di Berlusconi.
Grazie al Lodo Alfano è mancato il secondo imputato: se l’avvocato Mills è stato riconosciuto colpevole di aver ricevuto soldi per favorire Berlusconi, chi è la persona che l’ha corrotto?
Ma la sentenza, molto probabilmente, non arriverà mai perchè il reato andrà in prescrizione grazie a una legge voluta dallo stesso Berlusconi.
Eppure non si può parlare di conflitti di interesse.
E per finire: basta con questa storia degli oppositori a Berlusconi, tutti comunisti.
Sono un borghese moderato, imprenditore, liberale e repubblicano e non sono mai stato comunista.
Detto questo, ritengo che il signor Berlusconi debba difendersi nei processi e non contro i processi, penso che siano immorali le sue leggi "ad personam" a partire da quella sul falso in bilancio e sono convinto che non ci sia un solo paese civile al mondo che possa accettare quel conflitto di interessi, grosso come un grattacielo, nel quale Berlusconi è invischiato come padrone di un impero televisivo (per altro ottenuto e mantenuto in barba alla legge anti-monopolio).
Insomma, basta con queste storie dei comunisti: chiunque sia in buona fede e ragioni con la propria testa non può essere dalla parte di Berlusconi finchè lui pretende di essere esentato dal rispetto delle leggi alle quali tutti dobbiamo attenerci.
L’uomo è preda di un delirio di onnipotenza e va ricondotto con i piedi per terra.
E’ un pericolo la nostra democrazia.



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