Macellazione rituale: no a crudeltà inutili
12 Gennaio 2005
Si avvicina anche per quest’anno la ‘festa del sacrificio’ della comunità musulmana. È ormai imminente il martirio delle vittime sacrificali che avverrà presso il macello comunale di Luino e in tutta Italia, dove si consumerà
la celebrazione del rito della macellazione islamica, un olocausto legalizzato a cui parteciperanno adulti e bambini che si riuniranno nei vari macelli comunali, e in altre strutture non adatte allo scopo così come nelle abitazioni
private e nei boschi.
La legge permette comportamenti che significano dolore, angoscia, terrore per gli animali: per chi avesse rimosso il significato reale di tale concessione significa macellazioni condotte su animali ancora vivi e senzienti che pienamente
coscienti di sé, capiscono esattamente qual’è la loro sorte. Vorrebbero fuggire, gridano, urlano il loro dolore, a fronte del non rispetto della loro vita.
Questa pratica è espressamente permessa a musulmani ed ebrei.
Al fine della coesistenza non ci sarebbe nulla di stupefacente se, in un paese diverso, fosse necessario abbandonare, come già accade per quanto riguarda la poligamia o l’infibulazione che lo Stato italiano non accetta, quei comportamenti che non sono in accordo con la morale generale. I diritti degli animali devono essere considerati a tutti gli effetti come un bagaglio culturale di tutto il mondo occidentale e pertanto il diritto alla non sofferenza un confine invalicabile.
Il 1° febbraio 2004 si svolgeva a Luino una manifestazione di protesta in Italia contro la macellazione rituale in occasione della ‘festa del sacrificio’ musulmana. La stessa ha visto la partecipazione di circa 100 persone, abitanti
del luogo e altri arrivati da più lontano. Nonostante il tentativo di strumentalizzazione dei media e qualche infiltrato razzista che poco c’entrava con gli animali,
si é riusciti a far passare un messaggio chiaro e inequivocabile: NO ALLA SOFFERENZA ANIMALE, NO ALLA CRUDELTÀ CHE SE EVITATA NULLA TANGE ALLA SACRALITÀ DEL RITO
NO ALLA PAURA DI DARE VOCE A CHI NON PUÒ DIFENDERSI!!
Il messaggio è passato! In tutta Italia si sono rincorse per settimane notizie di indignazione generale, un tam-tam di discussioni e notizie anche positive, come con i componenti della comunità musulmana in Trentino che hanno accettato,
grazie a Vescovi veterinario obiettore di coscienza, il compromesso di stordire gli animali prima del taglio della gola, fornendo la prova (semmai ce ne fosse stato ancora bisogno) che la macellazione rituale è una pratica che
si scontra con la sensibilità comune e che il rito non prende la sua sacralità quando si tenta di evitare inutili sofferenze.
Luino è diventata il simbolo di una lotta pacifica che vorremmo attraversasse tutta la penisola e come abbiamo visto, è possibile che porti a dei risultati.
Quest’anno, nella speranza di evitare nuove manifestazioni di protesta, è stato chiesto al sindaco di Luino che gli animali vengano trasportati al macello due giorni prima della mattanza e non sappiamo se verranno accuditi
o semplicemente parcheggiati là fino al fatidico giorno.
Chiediamo quindi che venga negato il permesso dell’utilizzo del macello comunale di Luino in occasione dell’imminente ‘festa del sacrificio’ della comunità musulmana e che tramite l’obiezione di coscienza si evitino inutili sofferenze compiute su esseri senzienti. Chiediamo che, come ci si aspetti da un paese considerato civile e all’avanguardia, si dia un segno forte affinché le leggi
italiane sulla detenzione, il trasporto e l’uccisione degli animali vengano rispettate, così come sottolinea anche il documento approvato dal Comitato Nazionale per la Bioetica.



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