Mezzi pubblici, facciamo critiche costruttive
17 Ottobre 2012
C.A. Sig.ra Loredana Alberti.
Buongiorno.
Sono Andrea Bianco e anche io abito a Induno Olona, zona ex stazione ferroviaria.
Ho letto il Suo articolo di oggi su suo figlio e volevo raccontarle una mia esperienza che credo Le possa interessare.
Nel mese di giugno scorso, per motivi economici, non ho potuto rinnovare l’assicurazione della mia auto e dovendo comunque recarmi a lavoro a Bizzozzero (zona Università e C.F.P., Via Monte Generoso), per i mesi di giugno, luglio, agosto (escluse due settimane di ferie) e settembre ho utilizzato la mia bicicletta, ringraziando anche la fortuna di avere il meteo e la salute dalla mia parte, oltre a tanta voglia di pedalare e al fatto di avere una bicicletta.
Purtroppo il tempo a fine settembre non è stato così clemente con me e ho quindi deciso che per ottobre sarei andato in autobus. Mi sono informato su come fare per arrivare a lavoro da casa mia, telefonando almeno 4 volte sia in sede alla "Giuliani e Laudi Trasporti" che all’ "A.V.T.", scoprendo con mio rammarico che per fare 8 km di strada avrei dovuto fare due abbonamenti differenti, uno da 37 euro circa e l’altro da 25 euro.
65 euro per 8 km.
Valutando che comunque costa molto meno andare in macchina ma sapendo di non averla ora a disposizione, mi sono rassegnato, non avendo alternative.
Mi reco fisicamente alle sedi delle rispettive compagnie, facendomi accompagnare dalla mia ragazza. Porto le fototessere e mi fanno i tesserini che sono ancora cartacei e non digitali.
Per fortuna scopro che la Giuliani e Laudi fa anche degli abbonamenti settimanali al costo di € 9 e vista la mia necessità decido di fare quello in modo da risparmiare almeno l’ultima settimana di ottobre, visto il rinnovo dell’assicurazione intorno al 20, spendendo 27 euro al posto di 37, oltre i 25 dell’altro abbonamento.
Mi dicono che gli abbonamenti settimanali li fanno di settimana in settimana (il venerdì o il sabato) e non è possibile farli tutti insieme. Per farli bisogna recarsi necessariamente alla biglietteria in Piazza Mercato a Varese. Faccio la prima settimana.
Finalmente posso andare a lavoro.
Utilizzo questi servizi per i giorni di ottobre e noto alcune cose che mi lasciano un po’ perplesso:
1) Per fare 8 km mi ci vogliono circa 40 minuti, sia all’andata, sia al ritorno. Per fortuna sono un tipo paziente e non ho altri impegni.
2) Tranne 2 volte in tutto, non ho mai trovato posto a sedere visto il grande numero di studenti e altre persone presenti.
3) Un lunedì mattina mi sono trovato senza l’abbonamento settimanale in quanto il venerdì e il sabato passati non avevo nessuno che mi accompagnasse a farlo a Varese in Piazza Mercato e, visto che non è possibile farlo da nessun altra parte, mi sono detto che avrei usato il bus della mattina del lunedì per recarmi a farlo, arrivando un po’ in ritardo a lavoro. Appena salito sul bus l’autista mi ha chiesto il biglietto e spiegatagli la situazione mi ha subito aggredito dicendo che mi avrebbe fatto la multa.
Non mi dilungo nei dettagli ma alla fine magnanimamente mi ha fatto accomodare, davanti a tutta la gente che mi guardava come un criminale. Mi reco alla biglietteria, spiego i disagi e mi dicono che è così e che sono solo problemi miei.
4) Il giorno 16 del corrente mese mi trovo sulla corsa delle 14:42 da Via Monte Generoso, Linea C, su un autobus praticamente pieno di gente fino alle porte (anche studenti). Avviene un pesante litigio tra una signora e una ragazza che discutono sul fatto che quella corsa non è per gli studenti e che la corsa riservata alle scuole era strapiena. Iniziano a spintonarsi e insultarsi.
L’autista non interviene minimamente. Nel frattempo sala anche gente anziana invalida che non trova posto neanche in piedi.
5) Stesso giorno, dopo essere scendo dalla corsa incriminata, prendo l’altro autobus.
Pieno fino alla porta anche questo.
Davanti a me in piedi ci sono due signori infortunati, un signore con il gesso al braccio e una signora con la stampella. Arriviamo alla prima fermata, davanti alla Stazione Nord e dopo che salgono due ragazze non c’è più posto per nessuno. Una signora si lamenta che paga il biglietto e che vuole salire. L’autista si lamenta che deve chiudere le porte se no ritarda.
Stallo.
Stiamo fermi davanti alla fermata senza una soluzione per almeno 10 minuti di orologio. Alla fine faccio da mediatore e riesco a far stare molto più strette due ragazzine così da farci stare attaccata alla porta la signora che voleva salire, in modo da non aumentare il ritardo della corsa. Rimangono alla fermata tutti gli altri in attesa del bus successivo che sarebbe arrivato un’ora e un quarto dopo.
Tre fermate dopo vediamo che ad attendere il pullman c’è una signora visibilmente disabile. L’autista decide di fermarsi e cerchiamo fra tutti di farla stare, facendola salire dalle porte dietro.
Durante la corsa, oltre alla mia scomodità che però è il meno, una ragazzina sviene per la ressa. Ci fermiamo e l’autista fa quello che può per aiutarla.
Si riprende, si riparte.
Ho deciso di scriverLe in quanto, a mio parere e come ha fatto Lei questa mattina, l’informazione deve essere utilizzata per generare critiche costruttive, che facciano progredire.
Sarebbe bello non avere la necessità di possedere una macchina e utilizzare solo mezzi pubblici, per tanti motivi che tutti conosciamo: meno inquinamento, meno spese di acquisto e gestione della macchina, meno traffico e città più vivibile.
Sarebbe anche bello avere un servizio che da quello che vale. 65 euro per 8 km con questi disservizi è un furto, senza possibilità di alternative se non avere una macchina propria.
Grazie per il tempo dedicato a questa critica progressista.



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