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Parco Pineta o Parco Prostitute?

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23 Luglio 2007

Gentile Direttore,

come il Sig. Raimondi, l’utopico sognatore, io e mia moglie spinti da una irrefrenabile voglia di verde quasi ogni domenica inforchiamo la nostra fidata mountain bike e ci avventuriamo all’interno del bellissimo Parco Pineta.
Questa domenica abbiamo deciso di visitare il nuovissimo osservatorio astronomico per poi avventurarci fino al borgo di San Bartolomeo, Appiano Gentile, Castelnuovo Bozzente e ritorno a Tradate.
L’Osservatorio è spettacolare. Gli astrofili del Gat sono riusciti a creare insieme alla direzione del Parco Pineta una struttura d’eccellenza armonizzandola al meglio all’interno del parco.
Il borgo di San Bartolomeo è unico, una chiesetta romanica circondata da alcune abitazioni in un contesto rurale e paesaggistico spettacolare.

La magia e il senso di pace indotti dal contatto diretto con la natura e con borghi storici per noi è impagabile. Come è impagabile lo schifo che ci assale quando nostro malgrado siamo costretti a percorrere la provinciale di ritorno a Tradate.
Seppur il Parco Pineta non si trova in uno stato di abbandono e 2/3 volte all’anno viene ripulito dai volontari non posso non vedere i sacchetti, le bottiglie e i fazzoletti che con regolatià e precisione svizzera ammorbano il ciglio della strada.
Ogni 50 metri non c’è un solo spiazzo, sentiero, prato che sopravviva a questa società dei vuncioni. Il bosco è la discarica dove tutti, impuniti e indisturbati possono fare quel porco comodo che più gli aggrada. Ovviamente le prostitute (e ne ho contate 15) disseminano nelle zone di sosta tutto quello che vogliono così pure fanno i loro clienti.

Non so perchè effettivamente le sto scrivendo caro Direttore. Non sto dicendo nulla di nuovo e le amministrazioni, alle quali ho già provveduto a scrivere denunciando tale degrado, mi hanno confermato che il problema purtroppo c’è, esiste e che in mancanza di una legislazione accurata possono fare ben poco (che bella risposta di comodo!). Le (poche) retate dei carabinieri di Tradate sono ininfluenti al fine di debellare la piaga della prostituzione e ovviamente pensare multare i clienti sarebbe uno shock troppo alto per le nostre integerrime e moralmente solide famiglie varesine.

Io ci posso anche credere a queste motivazioni ma quello che non posso accettare è l’indifferenza, l’incuria e il pressapochismo che ormai affligge la gestione del nostro territorio. Da anni si parla di regolamentare definitivamente la Pineta e promuoverla a Parco Naturale. Ovviamente un parco naturale mal si addice agli appetiti di alcuni nostre amministrazioni e consiglieri regionali che già vedono villette milionarie e licenze di caccia dentro ad un Parco Faunistico/Forestale. Pensi che la discussione in Regione Lombardia prevista per la primavera 2007 è stata prorogata a data da destinarsi.

Si parlava anche di realizzare un centro benessere e relax eclusivo nella località della cascina Scorpione. Ben venga se il fine ultimo è promuovere la Pineta come meta turistica ma almeno si abbia la decenza di avvertitre i facoltosi clienti che appena fuori l’isola dorata della cascina troveranno solamente puttane e immondizia. Forse i loro delicati e sensibili occhi non potranno reagire di buon grado a tale degrado e forse qualcuno di questi facoltosi clienti si chiederà come possano chiedere cifre così alte per poi essere praticamente dislocati in una bella copia di ziale Zara a Milano (e non me ne vogliano male gli onesti residenti del suddetto viale).

Se la Pineta è infestata non posso trovare pace, tranquillità e bellezza nemmeno dalla parte opposta, sulla strada provinciale 19 che va da Tradate a Gorla Maggiore, nella vicina Valle Olona. Qui la situazione è drammatica. Ogni volta cerco di distogliere lo sguardo da quello che mi si presenta innanzi. Non faccio altro che contare le sempre più numerose prostitute (alcune vestite di sole mutande), non faccio altro che schivare le macchine dei loro clienti e non faccio altro che guardare con vergogna i cumuli di spazzatura lasciati sui bordi della strada.
Non credo sia più accettabile che le nostre periferie e i nostri boschi siano trattati come bordelli, zone franche dove l’illegalità e la prostituzione la fanno da padrone, riducendoci ad assomigliare sempre più alle squallide periferie delle metropoli lombarde. Inoltre non ritengo sia sufficiente una passata col decespugliatore per rendere presentabili le nostre strade, ma serve anche raccogliere le schifezze che circondano tutte le nostre vie di comunicazione, schifezze che a seguito della mancata manutenzione dei cigli delle strade si stanno accumulando in montagnette sempre più voluminose. Ritengo che nessuno di noi vorrebbe vivere in un territorio degradato e sporco nella stessa misura in cui il territorio presenta una delinquenza e una illegalità diffusa.
Fatto tutto questo allora le amministrazioni potranno parlare di concetti come benessere, qualità della vita e sviluppo. Fin quando invece si avrà la parvenza, la facciata di bellissime rotonde con giardinetti zen e dopo 300 metri puttane e degrado, finchè la gestione del territorio verrà fatta in modo così scapestrato allora credo che prima di improvisarvi giardinieri zen i nostri sindaci dovrebbero seriamente riflette sul significato del loro mandato che necessariamente non coincide con la continua costruzione di centri commerciali e insediamenti abitativi bensì sarebbe equiparabile a concetti di buon governo e legalità.
Concetti che a Tradate, Cairate, Fagnano, Appiano Gentile sembrano essere spariti da tempo.
Non aspettandomi concrete risposte la ringrazio per la sua attenzione.

Felice Griffi

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