Procreazione assistita, il voto prima di tutto
3 Maggio 2005
Egregio Direttore,
la campagna referendaria sulla procreazione assistita sembra purtroppo iniziare nel peggiore dei modi.
Assistiamo infatti, fin da ora, ad un innalzamento dei toni (ed a un degrado del dibattito) che fanno temere – ancora una volta – che una contrapposizione fra slogan possa andare, via-via, a sovrapporsi ad un costruttivo confronto di idee.
Da qui la campagna manichea per il non voto, con il rifiuto a priori dell’idea che questa legge possa essere corretta e migliorata almeno in alcuni suoi aspetti, tramite l’accettazione dei quattro quesiti referendari (o di alcuni fra questi).
Da qui, ancora, il messaggio – a mio avviso scorretto – secondo il quale l’alternativa a questa legge (che tutti d’altra parte considerano imperfetta) debba necessariamente essere “il far west procreatico”. Cosa che non può essere, ovviamente, perché ogni quesito referendario tende invece proprio a meglio definire e regolamentare, correggendolo, un particolare aspetto di questa normativa.
Prima che il dibattito entri nella sua fase più accesa, l’invito è pertanto ad un confronto sereno e nell’ottica di un sincero desiderio di giungere al miglior risultato nell’interesse di tutti.
Una cieca contrapposizione frontale avrebbe come unico risultato quello di dividere il Paese con conseguenze che permarrebbero, e graverebbero sui rapporti fra i cittadini, per lungo tempo.
E questa è l’ultima cosa di cui oggi abbiamo bisogno in Italia.
Ci sono quattro quesiti referendari ed ognuno di noi è chiamato a dare il proprio parere su ciascuna di queste domande, una per una.
Lasciamo quindi da parte, per una volta, una politica di scontro che, come sempre, non può portare nulla di buono.
Affidiamoci invece, per una volta, alla Ragione e alla sincera volontà di trovare con il dialogo, anziché con la contrapposizione, le soluzioni migliori.
Solo lo studio di ciascuno dei quesiti, e il rispetto della libertà di coscienza di ciascun cittadino, porterà ciascuno di noi a scelte meditate e consapevoli.
Gli organi di informazione avranno, in questa occasione, un ruolo di grande importanza e potranno aiutarci in questi delicati momenti di cittadinanza attiva e consapevole.
E’ un’occasione che non dovremmo assolutamente sprecare.
Cordiali saluti



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