Psichiatria, libertà e potere di scelta
5 Agosto 2012
Egregio direttore,
Recentemente la Commissione Affari Sociali di Montecitorio ha approvato il Testo Unico presentato dall’On. Ciccioli, PDL, e da altri, sulla riforma del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), che diventa ora Trattamento Sanitario Necessario (TSN).
L’attuale TSO ha una durata di una settimana o due e dovrebbe prevalentemente essere usato nel caso di pericolosità sociale o personale.
Nel TSN il trattamento viene esteso da 6 a 12 mesi ed è attivato:
"..quando la garanzia della tutela della salute è ritenuta prevalente sul diritto alla libertà individuale del cittadino… non essendo il paziente consapevole della malattia e rifiutando gli interventi terapeutici.".
Nel suo comunicato stampa, Ciccioli chiarisce ulteriormente il suo punto di vista:
"…la contenzione chimica con gli psicofarmaci oggi è molto più efficace della contenzione fisica…".
Secondo molti medici, le "malattie psichiatriche" non sono scientificamente dimostrate. In effetti ad esempio la depressione non è una malattia dello stesso tipo della malaria: quest’ultima è verificabile tramite strumenti di laboratorio oggettivi. Se ne conoscono i sintomi e le cause. Non è un’opinione.
Le malattie psichiatriche invece sono un insieme di comportamenti umani classificati come patologici nei cataloghi psichiatrici: DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali) e ICD (Classificazione Internazionale delle malattie). Variano a seconda dei costumi, delle epoche, degli interessi economici e personali. Non se ne conoscono ancora con certezza le cause.
Le cure per risolvere la "malattia" sono dubbie . Gli studi per commercializzarle sono condotti da ricercatori pagati dalle stesse industrie farmaceutiche produttrici e, come apprendiamo dai giornali, a volte sono stati manipolati in modo da ottenerne l’approvazione. Di sicuro hanno pericolosi effetti collaterali, come apprendiamo dal bugiardino allegato.
La psichiatria ha alle sue spalle una lunga storia d’abusi, di cure strampalate e fallimentari, spesso d’orrore. In molte persone che ho incontrato, i suoi trattamenti non hanno portato alla guarigione, bensì alla paura, all’apatia, alla cronicità.
Il "paziente", essendo privato della libertà, potrebbe subire, contro la sua volontà, trattamenti violenti come l’elettroshock.
Ci si può fidare di queste persone e di queste terapie, fino al punto di rinunciare alle proprie libertà?
Nel secolo scorso squadre di facinorosi, convinti d’avere una cura infallibile, hanno gettato l’Italia nel caos. Similmente, oltr’Alpe, un signore, nonostante, o forse a causa, delle cure psichiatriche cui fu soggetto per quasi tutta la sua vita, distrusse la Germania e causò orrori indicibili.
Dal dibattito seguito all’approvazione del Testo Unico sono emerse altre soluzioni e metodi, che possono ottenere gli stessi risultati, cioè la cura della persona, l’alleggerimento delle famiglie, il contenimento della pericolosità sociale, senza ricorrere ad uno strumento così pericoloso, come la riduzione del potere di scelta.



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