Quel discorso australiano è puramente inventato
21 Febbraio 2010
Egregio Direttore,
Quando ho letto, pochi giorni fa, la lettera di P. Vedani circa la "libertà di andarsene" degli immigrati sono rimasto colpito. Colpito dal discorso generale, a mio avviso molto poco razionale e venato di un populismo che poco si addiceva all’immagine di equilibrio che avevo sempre avuto di Vedani ma colpito soprattutto dal riferimento «a un celebre discorso del primo ministro australiano dello scorso inverno».
Il socialista Kevin Ruud, un politico che personalmente ammiro molto, avrebbe detto agli immigrati che non vogliono accettare le "tradizioni australiane" che dovrebbero sfruttare la "libertà di andarsene"; ripescando in rete il testo integrale del discorso citato apprendevo poi che l’Australia sarebbe stata definita "nazione cristiana" e che Ruud avrebbe, nientemeno, difeso anche il diritto di appendere il crocefisso nei luoghi pubblici.
Ora, questo discorso, appare subito suonare come una campana rotta, per dirla tutta sembrava proprio il discorso di un legista nostrano piuttosto che del primo ministro socialista di un paese laico, dove i simboli religiosi nei luoghi pubblici non ci sono e dove tutta la popolazione, eccetto in effetti qualche aborigeno sopravvissuto, è immigrata.
E infatti, il discorso è "completamente inventato" secondo una nota dell’ambasciatrice australiana in Italia pubblicata da "Panorama" e che ho trovato sul blog di Paolo Attivissimo che, oltretutto, sbugiarda ampiamente questa leggenda e ne scopre anche l’origine: una lettera scritta a un giornale locale degli USA da un militare in pensione, subito dopo l’11 di settembre 2001.
Ecco che le cose suonano più coerenti, il testo che illumina la politica sull’immigrazione di Vedani non si deve a un politico di primo piano sulla scena mondiale ma a un vecchietto spaventato della Georgia (o dell’Alabama per quanto ne so).
(per chi volesse verificare l’articolo è qui : http://attivissimo.blogspot.com/2010/02/antibufala-il-discorso-del-primo.html)
Ora, io sarò all’antica ma credo che uno che si candida a reggere il destino di una regione di 9 milioni di abitanti dovrebbe, non dico saper distinguere il discorso di un primo ministro dalla lettera di un pensionato incattivito a un giornale, ma almeno evitare di far capire che non è in grado di cogliere la differenza.
Comunque niente di male, la risposta a Vedani, se vuole correggere questa piccola lacuna, viene proprio dall’Australia:
For those who’ve come across the seas
We’ve boundless plains to share;
With courage let us all combine
To advance Australia fair.
che in italiano diventa:
Per quelli che sono venuti attraverso i mari,
Abbiamo illimitate pianure da condividere;
Con coraggio lasciateci collaborare,
Per promuovere l’Australia con giustizia;
Sono parole di "Advance Australia fair" l’inno nazionale degli australiani, parole che c’è, senz’altro, la libertà di non condividere ma che contengono un invito di cui tutti, Vedani compreso, possiamo sempre approfittare qualora sentiamo il bisogno di udire veramente e dalla loro viva voce, cosa pensino gli australiani della libertà e dell’immigrazione.
Cordiali saluti
Mauro Sabbadini
Presidenza arci Varese



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