Referendum sulla giustizia, fallimento della Lega
13 Giugno 2022
Caro Direttore, se fossi andato ai seggi avrei votato cinque no ai referendum indetti a proposito del
ventilato cambiamento della giustizia grazie alla richiesta di nove Consigli regionali , come previsto in
seconda istanza dall’articolo 75 della nostra Costituzione. Invece, per la prima volta nella mia vita ho scelto
di astenermi da questa consultazione sia per ragioni di metodo che di merito. Sul metodo è evidente che i
proclami lanciati dalla Lega nell’estate scorsa per raccogliere cinquecentomila firme si sono rivelati fallaci,
in quanto questa formazione politica non è in grado di sviluppare una mobilitazione su scala nazionale di
questa portata. Pertanto, la seconda facoltà prevista dall’articolo 75 si è rivelata un atto meramente
burocratico, dato che non si è verificato alcun dibattito pubblico attorno ai quesiti referendari, tanto meno
è montata nella pubblica opinione quella canea contro la magistratura auspicata da Matteo Salvini
sull’onda del caso Palamara. Nel merito dei referendum l’obiettivo dichiarato della Lega era quello di
contrastare l’esercizio della giurisdizione e del controllo di legalità. Come ha rilevato il magistrato Domenico
Gallo su Il manifesto del 3 c.m : “ questi referendum tendono a smantellare il contrasto alle attività
criminali in corso e a svincolare il ceto politico dagli effetti negativi del controllo di legalità” . Le ragioni per cui la Lega teme l’azione della magistratura, al di là delle parole d’ordine “ Roma ladrona “ e “ Prima gli italiani “ sono da individuare nei procedimenti giudiziari che hanno investito ben trenta ( 30 ) dei suoi esponenti di primo piano, oltre alla condanna subita per i 49 milioni di euro sottratti allo stato. Tra gli
esponenti di primo piano emergono i seguenti casi : Massimiliano Romeo ( capo gruppo della Lega al
senato condannato per spese pazze in Lombardia) ; Gianbattista Fratus ( ex sindaco di Legnano arrestato
per corruzione elettorale e turbativa d’asta ) ; Antonio Potenza ( sindaco di Apricena arrestato “ perché
favoriva imprenditori amici per gli appalti “ in provincia di Foggia ) ; Ciro Boriello ( arrestato per corruzione, unico sindaco leghista della Campania ) ; Paolo Arata ( ex consulente di Salvini per l’energia ) ; Armando Siri ( condannato per bancarotta fraudolenta ) ; Laura Ferreri ( moglie di Giorgetti , condannata per truffa allaRegione Lombardia, ha patteggiato la condanna ) . Alcuni leghisti di spicco ( Maurizio Filippi,
Enrico Corsi, Flavio Tosi ,Matteo Bragantini ) sono stati condannati per propaganda di idee razziste. Il fallimento di questi referendum ingannevoli e del discorso giustizialista e reazionario della Lega è perciò in tutti i sensi una buona notizia per il futuro del nostro paese. Cordiali saluti
Gian Marco Martignoni Varese



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