» Invia una lettera

“Regala un libro a uno sconosciuto”. Proposta mortificante

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

9 Febbraio 2010

Caro Direttore,
permetta la provocazione del titolo in oggetto. Una riflessione sull’iniziativa da voi raccontata però meriterebbe un minimo di contraddittorio. Le invio, qui di seguito, questa breve sottolineatura.
Grazie per l’attenzione.
Fabio Cavallari
 
 
L’assioma "molti fans in un gruppo di facebook" uguale " percorso virtuoso" è falso. C’è molta demagogia nel concetto espresso. Non basta citare una parola che sottende la cultura per fare cultura. Onore all’inventore della pagina perché è riuscito a far parlare di sé. Ma l’esperimento fecondo finisce lì. Neppure l’assenza di provocazioni è sinonimo di bontà. Non basta parlare di libri per dare fiato e respiro alla letteratura.
[…] "Prendete un libro dalla vostra libreria, oppure compratene uno, uscite per strada e regalatelo a chi vi pare". […]
No! Per due motivi. Il primo lo conosco tutti gli appassionati di letteratura. Chi ama i libri, chi dentro le pagine e le pieghe delle parole, cerca un affondo dentro la propria realtà, o compagnia dell’esperienza di altri, sa perfettamente che il libro è molto più di bene di consumo. Con un libro si stabilisce un rapporto affettivo che trascende l’oggetto stesso. Non si tratta del "feticismo delle merci" bensì della capacità di entrare in sintonia, in una connessione sentimentale con l’autore e la narrazione offerta. Dalla propria libreria non si prenderebbe certo il libro preferito, casomai proprio quello che occupa spazio, che riteniamo di basso profilo, casuale.
E allora di cosa si tratterebbe? Di smaltimento di rifiuti solidi urbani. Nulla a che vedere con la cultura.
Secondo motivo per cui l’idea di regalare un libro ad uno sconosciuto è mortificante, sia per chi lo riceve, sia per chi lo ha scritto. Un libro porta con sé una storia, un percorso, il viaggio delle parole. Quando si decide di donare un libro a qualcuno, è necessario conoscere il lettore e lo scrittore. Comprendere o tentare di immaginare la correlazione tra i due soggetti. Regalare un libro vuole dire vantare la presunzione di vincere una sfida, di entrare nell’intimo di chi riceve il dono. Regalare un libro è un gesto d’affetto. E l’affettività si costruisce nel rapporto, non certo accidentalmente. Un dono non può essere massificato, quando accade si mortifica la "persona".
 
Quella del giovane blogger di Empoli è solo una provocazione. Il fatto che in tanti abbiano aderito a questa idea non è altro che uno degli effetti della nostra modernità. Spiace sinceramente che l’oggetto del contendere sia proprio "il libro". Provocazione per provocazione, allora doniamo venti euro al primo avventore che troviamo per strada. Sarebbe molto più coerente con il processo mentale che la proposta stessa sottende. I libri e la cultura, non vivono un’epoca felice, ma risparmiamo loro anche questa mortificazione.
Fabio Cavallari

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.