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Rovesciamento di ruoli e responsabilità

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27 Febbraio 2011

Caro direttore,
c’è chi considera le parole del Presidente del Consiglio al pari di quelle di Cetto Laqualunque, per cui non val nemmeno la pena commentarle. Ma la sua frase “gli insegnanti inculcano ai ragazzi valori diversi da quelli delle loro famiglie” non può essere liquidata al pari di altre battute sul bunga bunga. Non tanto per l’intento vile e offensivo di un uomo che non ha più alcun senso dei valori né del ridicolo e segue un copione studiato, sapendo che ‘convenie’ contrapporsi a una categoria –gli insegnanti- notoriamente impopolare presso l’opinione pubblica.

E nemmeno perché, se consideriamo i valori su cui Berlusconi mostra di fondare la propria idea di famiglia e di relazioni umane, oppure i principi di quel padre che rispose “magari!” all’idea che la figlia potesse entrare nel giro di Arcore, si può dire BEN VENGANO insegnanti che trasmettono IDEE E VALORI DIVERSI, come è loro compito.

Quel che è grave è che, mettendo insegnanti contro genitori e manipolando quella che è una reale difficoltà nel rapporto tra scuola e famiglia, il premier lancia un messaggio devastante proprio dal punto di vista dell’educazione e del ruolo che essa ha nella società. Un messaggio che deriva direttamente dalla ideologia reazionaria che ha sempre osteggiato la scuola pubblica in 150 anni di storia nazionale. (1) Oggi questa ideologia si presenta in abiti nuovi, ma la sostanza non cambia, anzi cade persino quella maschera di presunta severità che almeno la destra del passato provava a indossare. Ne parla il libro di Paola Mastrocola,  dal titolo provocatorio: Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare (Guanda). Vi si affronta il drammatico problema della crisi della scuola, descritta con lucidità come il frutto di una società essenzialmente edonista, che non intende impegnarsi a far crescere i propri figli.

Citando Adorno: “Il borghese – diceva – è tollerante. Il suo amore per la gente così com’è nasce dall’odio per l’uomo come dovrebbe essere”, si comprende la logica rovesciata di cui si fa interprete l’uomo di Arcore. Dice di amare la gente, che immagina, come lui, priva di principi. Di conseguenza odia chi esprime un pensiero critico e lo insegna. Il disprezzo che oggi tocca agli insegnanti ricorda quello riservato ai magistrati: “il giudice è un disturbato mentale”.

Il rovesciamento di ruoli e responsabilità è servito. E’ quanto si legge nelle amare conclusioni della Mastrocola : “Vogliamo che la scuola serva ancora a qualcosa? Bisognerebbe chiederlo alle famiglie, che oltre a non far studiare i figli a casa se la prendono con maestri e professori quando danno troppi compiti o pretendono qualcosa di più dagli studenti. È quella che nel libro ho definito l’inversione delle responsabilità. Se le famiglie remano contro gli insegnanti che vogliono lavorare la scuola non serve più. Meglio che tolga il disturbo, appunto. I genitori sempre schierati dalla parte dei figli sono il fenomeno più devastante del mondo scolastico”. Con tempismo perfetto Berlusconi ha scelto da che parte schierarsi. Ancora una volta l’interesse dell’Italia sta dall’altra.

Saluti cordiali  

(1) “…il maestro, invece di inculcare il vero patriottismo e la virtù della rassegnazione…, invece di parlare dei loro doveri, parlerà ai discepoli dei loro diritti…” così si lamentava un deputato della destra parlando alla Camera. Era il 1883, è solo uno dei tanti esempi del multiforme e antico pregiudizio anti scolastico (cfr. Storia della scuola elementare in Italia – Feltrinelli)

Roberto Caielli

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