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Scuola: il “6 politico” del Ministro Gelmini

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22 Maggio 2009

Egregio Direttore,
i drastici tagli operati nella scuola da Tremonti e le ripetute dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione Gelmini sul voto di condotta, sulla necessità di avere in pagella almeno la sufficienza in ciascuna disciplina per essere promossi e sugli effetti perversi del "6 politico" di alcuni insegnanti, avevano indotto molti creduloni ( giornalisti e cittadini ) a pensare che, finalmente, la Scuola potesse essere riformata senza sprechi e con il buonsenso.
Se solo nei prossimi anni si potranno valutare in modo circostanziato le conseguenze del "maestro unico"e dell’eliminazione delle compresenze nella Scuola elementare ( S. e. ), dell’eliminazione sostanziale del Tempo Prolungato e della diminuizione delle ore di Lettere e di Ed. Tecnica nella Scuola media inferiore ( S. m.i. ), alcune riflessioni in merito al problema della valutazione degli alunni a fine anno possono già essere fatte.
Per brevità, faccio prima l’elenco di alcuni fatti che sono accaduti in diverse scuole medie non solo del Sud ma anche del Varesotto:

1. Ripetuti "consigli" da parte dei Dirigenti della S.m.i. ai docenti a prepararsi a trasformare, in sede di scrutinio, il voto negativo ( ad es. un 3 o un 4 ) in "6 con asterisco" con voto a maggioranza del Consiglio di Classe ( si passa dal tanto criticato "6 politico" individuale al "6 politico" collettivo) su esplicita indicazione del Ministro Gelmini ( in un bozza di Regolamento sulla valutazione che circola nelle scuole e che, con molte probabilità, arriverà nelle scuole solo a ridosso degli scrutini si specifica: "nel caso in cui l’ammissione è comunque deliberata in presenza di carenze….., la scuola provvede ad inserire una specifica nota al riguardo nel documento di valutazione….. e a trasmettere quest’ultimo alla famiglia dell’alunno ");

2. creative e, talvolta, comiche alchimie valutative di alcuni docenti per trasformare i voti negativi in 6 ( prove semplificate al massimo, interrogazioni programmate e concordate fino all’ultima virgola, ecc. ) e medie statistiche tra prove di diverso peso e difficoltà che sono bandite dalla pratica docimologica;

3. espliciti inviti di genitori di alunni con molte insufficienze e scarso impegno, spesso con lusinghe o ricatti in perfetto stile mafioso, a promuoverli ( addirittura, in qualche scuola si sono visti genitori che ricoprono ruoli istituzionali mettere in discussione il voto di condotta, la struttura e la valutazione di prove scritte e richiedere ai docenti "un occhio di riguardo" per i loro figli poco studiosi e anche maleducati, senza mai chiedere scusa per i comportamenti dei loro "pargoli", a conferma del fatto che qualche genitore i mira a ricoprire degli incarichi, a scuola, anche per avere l’opportunità di favorire i figli ).

Se tutto ciò corrisponde a verità, mi chiedo come mai un Ministro "competente e capace" come Gelmini ( giudizio non mio ma del Presidente del Consiglio ) non abbia previsto alcune conseguenze della Sua linea politica di "tolleranza zero" verso i bulli, gli indisciplinati, i fannulloni e, quindi, non abbia ancora dato indicazioni precise sulla valutazione finale e non abbia predisposto tutte le misure necessarie per tutelare Dirigenti e docenti che applicano con senso di responsabilità le normative ministeriali.

Non solo, ma un Ministro veramente competente e capace dovrebbe sapere che:
nella S. e. e nella S. m. i., senza compresenze e divisione delle classi in piccoli gruppi, è difficile se non impossibile recuperare gli alunni deboli, potenziare le competenze dei più bravi e fare qualcosa anche per i casi più difficili (alunni pluriripetenti, demotivati e/o con problemi psicologici e senza sostegno, stranieri, ecc. );
senza soldi, i corsi di recupero di 10 ore ore e con gruppi numerosi per docente, sono non solo inutili ma anche uno spreco di risorse e di energie;
il personale della scuola non può essere lasciato solo a fronteggiare il caos normativo e le reazioni di alcuni genitori in caso di molte bocciature nelle classi.

Non sono un politico ma, come ex insegnante, alcune ipotesi, non certo per la Riforma della scuola, ma per soluzioni anche solo parziali, mi permetto di formularle ( mettendo da parte la propaganda governativa sulla nuova scuola berlusconiana e la demagogia degli estremisti del 6 politico e del 10 in condotta a tutti ):
Aggiornamento continuo e valutato del personale della scuola;
presenza non conflittuale e, con precise regole, dei genitori nella scuola;
numerose borse di studio, bonus, ecc. per gli alunni meritevoli o per quelli che mostrano impegno costante e aiutano i compagni in classe e a casa;
veri Esami di Riparazione a settembre ( già dalla 1^ Media, perchè, a mio parere, è più giusto per l’alunno studiare ancora durante l’estate piuttosto che ripetere l’anno per poche materie o essere promossi con lacune e carenze che, inevitabilmente, si trascinano negli anni successivi);
compresenze di docenti per attività di recupero e di potenziamento con piccoli gruppi;
seri corsi di recupero, anche con il contributo economico dei genitori esentando, naturalmente, quelli con reddito basso.
I fondi, se non si vuole chiedere il contributo dei genitori, il Ministro potrebbe ottenerli, comunque, dal Governo di cui fa parte proponendo ai nostri Deputati o Consiglieri in Europa, in Italia e nei Consigli Regionali un piccolo sacrificio con un taglio annuale del 5-10% delle loro retribuzioni, anche per il fatto che, mentre molti italiani, con la crisi, hanno visto ridursi i loro redditi, per la "casta" dei politici ( sempre viva e vegeta, nonostante la cosiddetta "antipolitica" di berlusconi ) la riduzione non c’è stata .

, Distinti saluti

Cucciniello Antonio - Induno Olona

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