Sto imparando a riconoscere le lacrime di coccodrillo
10 Febbraio 2009
Caro direttore,
è sorprendente quanta gente, plagiata dai media, si stracci le vesti per la conclusione di una morte iniziata diciassette anni fa e non provi lo stesso dolore per i tanti, i troppi esseri umani che nel pieno della loro esistenza muoiono tutti i giorni di fame, di sete, di guerre, di torture, di razzismo, di mafia, di sfruttamento etc etc
E’ davvero commovente la sensibilità di coloro che di fronte a sofferenze inumane non vedono e non sentono, si spolverano appena la giacca e tirano dritto per la loro strada incuranti di quel che si lasciano alle spalle.
Io penso che i potenziali assassini non siano solo coloro che impugnano un’arma, ma ce ne sono di silenti, di latenti e sono i più pericolosi perchè difficilmente identificabili perchè si somigliano tutti, anche se come diceva Gaber ” sta tutto scritto nei loro gesti e sulle loro facce”.
Io sto imparando a riconoscerli e il loro pianto di coccodrillo mi lascia del tutto indifferente. Per non parlare delle loro ispirate prediche.



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