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Togliere il celibato ai preti non fermerà la pedofilia

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29 Marzo 2010

Egregio direttore,
Cortese Direttore, Le rubo un pò di spazio in questa rubrica per la seguente riflessione.
Recentemente, a seguito dei vari scandali pedofilia-Clero emersi negli ultimi mesi, anche il Cardinal Martini si è espresso in merito al calibato dei preti.
Ma siamo sicuri che questa sia una soluzione o semplicemente non sia un modo per aggirare un problema?

La pedofilia è un reato gravissimo. Come cattolico e uomo difficilmente sarei in grado di perdonare un pedofilo, soprattutto se "toccasse" uno dei miei figli.
Però, probabilmente, tale atto – non perdonabile comunque, poiché rivolto contro chi è totalmente indifeso e fiducioso verso l’adulto – altro non è che una grave forma di devianza mentale. Una malattia mentale grave, in sintesi.

Analizzando le statistiche, si noterà che la stragrande maggioranza di episodi pedofili si svolgono all’interno delle mura domestiche, compiuti da parenti +/- diretti della vittima. Ciò cosa vuol dire? Semplicemente che la pulsione pedofila è riduttivo minimizzarla come pura necessità sessuale, è effettivamente una devianza.
Perciò può colpire uomini single come uomini sposati con normale attività sessuale. Perciò è riduttivo pensare di ridurre la pedofilia, anche nel Clero, lasciandoli sposare.

Ci sono preti pedofili, insegnanti pedofili, poliziotti pedofili, medici pedofili, semplici uomini sposati anche loro pedofili!!! Fanno solo meno notizia…., ovviamente. Il religioso, per ciò che rappresenta, è ancora meno accettabile per il pensare comune. E’ colui a cui affidiamo (come credenti) le nostre anime, e a cui affidiamo magari l’educazione anche dei nostri figli, dandogli la massima fiducia. Per questo motivo, la repressione della pedofilia da parte della Chiesa, deve essere fortissima!!! E meno male di questi tempi i panni "non si stanno più lavando in famiglia"!

Detto ciò il problema del celibato per i preti, si può discutere, ma riguarda soltanto la sfera sessuale "tradizionale". Casi di preti a prostitute, con amanti e anche con figli ce ne sono stati e continuano ad essercene. Questo problema può forse risolversi col celibato. Ma scusate, ma gli uomini sposati non vanno anche, a volte, a prostitute, trans o con amanti?
Ogni lettore poi la pensi come vuole.

Io personalmente ritengo corretto il celibato. E’ una forma di rinunzia, di atto di fede fortissimo. Una croce tale da permettere al prete di essere spiritualmente più vicino a Dio. Con il sacrificio, la penitenza e il donare se stessi agli altri, ma soprattutto, in questo caso, a Dio. Il celibato , o meglio, il voto di castità, è una delle croci più grandi che un prete (o una suora) deve portarsi. La più difficile probabilmente. Ma questa fa la differenza tra chi vuole veramente percorrere la strada per diventare prete forse più degli altri voti. E’ il donarsi totalmente a Dio.
Quando ancora andavo a tirare quattro calci al pallone in oratorio mi venne una mezza idea di entrare in seminario. Pensai al celibato, e capendo di non potervi resistere ho capito che quella non era probabilmente la mia vocazione (oltre che per il fatto di essere un pò una testa calda…). Adesso ho 32 anni, una splendida famiglia con 2 figli e il terzo in arrivo a ottobre. La mia vocazione cristiana era, ed è la famiglia.
Un prete fallisce quando non è in grado di comprendere dove vuole portarlo la Sua di vocazione. O non lo capisce o non lo vuole capire.

E tutto questo nulla centra con la pedofilia. Una volta esistevano certi Don Abbondio che il prete lo facevano per comodità economica, c’è chi il prete lo faceva per sfuggire alla realtà, e ieri come oggi c’è chi lo fa per avere facile accesso alle proprie "piccole" vittime.
Probabilmente il loro unico fine è quello, e lo mascherano con la fede per arrivare all’obiettivo. Cosi come altri pedofili all’obiettivo ci arrivano facendo gli insegnanti o i medici, o i coadiutori di qualche associazione, o i papà modello…..

Il male è nell’uomo, non nel vestito che indossa.

Scusate se con la mia riflessione vi ho stancato.

Cordiali saluti.

Stefano Gualandris - Biandronno

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